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Unioni civili, Luxuria: «Milano diventi capitale laica»

Un’intervista di Mariela Golia
fonte: affaritaliani.libero.it

“Siamo confortati dai dati Istat presentati il 17 maggio. Per la prima volta l’istituto ha chiesto ai cittadini italiani, casalinghe, operai ed eterosessuali di tutte le età e classi se pensano che i gay, trans e lesbiche debbano avere gli stessi diritti degli altri. E circa 7 italiani su 10 hanno detto sì.

Poichè la politica ci ignora, dobbiamo partire dal popolo”. L’ex parlamentare del Prc, Vladimir Luxuria, spiega un’intervista ad Affaritaliani.it il progetto di iniziativa popolare per il riconoscimento delle unioni civili che verrà presentato a Palazzo Marino venerdì.

“Chiediamo alla gente di firmare una legge di iniziativa popolare affinché il numero sempre più crescente di coppie conviventi anche dello stesso sesso possano avere meno problemi pratici nella vita di tutti i giorni e possano essere riconosciute. Partendo da Milano, dove si registra il più alto numero di coppie conviventi, che potrebbe assumere il titolo di capitale laica del nostro Stato”.

Pisapia potrebbe essere il primo firmatario. E’ la risposta della politica?

“Tutti i primi cittadini dovrebbero assumersi la responsabilità di rappresentare tutta la cittadinanza. Pisapia non solo tiene fede a un impegno preso durante la campagna elettorale ma si dichiara sindaco anche di tutte le coppie conviventi che vivono in Italia. Sono stati presi impegni da parte anche di altri sindaci. A prescindere dagli schieramenti politici dovrebbe essere un’assunzione di responsabilità da parte di un primo cittadino non può fingere di non vedere e di non sentire le esigenze delle coppie conviventi che crescono in maniera esponenziale”.

L’opposizione ha visto come un affronto al Papa il discorso di Pisapia da piazza Duomo su “tutte le famiglie”.

“Ci sono presidenti come Obama in America e Hollande in Francia che si sono spinti ben oltre”.

Una strumentalizzazione politica?

“Sì. Il Papa si è anche scagliato contro l’aborto e l’eutanasia. Ed è anche contro il divorzio. Non so quanti nell’opposizione oggi proporrebbero di abrogarlo. Forse c’è più una questione di egoismo. Invece sulle copie di fatto che non li riguarda seguono la Chiesa. Uno Stato laico, moderno, deve fare una netta divisione tra le competenze delle Istituzioni che si devono rivolgere a una società multietnica, multireligiosa, multisessuali e i precetti della Chiesa che si deve rivolgere ai fedeli. Se uno vuole tenere fede alle indicazioni del Papa magari non divorzia e non fa una coppia di fatto. I cittadini invece deve avere la libertà di dire ‘sono una coppia convivente e voglio che la questa realtà venga riconosciuta’. Nessun affronto, ma una proposta positiva che non toglie diritti a nessuno e tantomeno alle famiglie. Ma riconosce una realtà che esiste. Altrimenti la politica vive in un altro mondo, ideale, utopistico. Certi cambiamenti sociali avvengono senza dover chiedere il permesso a nessuno”.