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Luxuria, da Foggia a Milano ‘Il mio Paese dei Balocchi’

Fonte: quotidiano.net, Il Giorno 15/07/2012 (pdf)

In un’intervista di Massimiliano Chiavarone per “Il Giorno” Vladimir parla di Milano.
Se ne è innamorata a 16 anni, quando con i pochi risparmi, ha preso un treno diretta alla “Nuova Idea” dove omosessuali e trans potevano esprimersi liberamente.

Milano, 15 luglio 2012 - “Milano mi ha salvata, mi ha dato quell’equilibrio e quel senso di normalità che sembrava non potesse esistere per me”. Lo racconta Vladimir Luxuria, attrice, conduttrice tv, scrittrice, la transgender più famosa d’Italia e la prima ad essere stata eletta nel 2006 al Parlamento italiano, cioè in uno stato europeo.

Da cosa è stata salvata?
Dalla trappola di sentirmi sola, un extraterrestre nella mia città di origine, Foggia, emblema allo stesso tempo di un’Italia, paese di cosiddetti normali, che non solo non mi capiva, ma mi viveva come un corpo estraneo, come qualcuno da irridere e con cui giocarci come fa il gatto col topo.

E invece scopre Milano.
Sì, cioè il Paese dei Balocchi. Avevo 16 anni quando sentii parlare della discoteca “Nuova Idea”, dove omosessuali e trans potevano ballare, stare insieme, divertirsi e anche esprimere la loro affettività. Non sono stata a pensarci un attimo: dovevo partire. Dissi ai miei che andavo a trovare un amico di Foggia che era a Roma e invece comprai, usando i pochi risparmi, il biglietto del treno per Milano. Una volta qui, mi precipitai al “Nuova Idea”, quando ancora si trovava in via De Castilla. I cancelli erano chiusi e mi dissero di aspettare fino alle 22. Intanto mi diedi da fare con una colletta per racimolare i soldi per entrare. Mi servivano 2 mila lire. Chiesi al primo uomo che incontrai 100 lire e lui dopo essersi informato per cosa mi servissero mi diede direttamente la somma di cui avevo bisogno. Una volta dentro, mi divertii moltissimo e insieme mi sentii liberata e pacificata. Di ritorno a Foggia era come se avessi indossato una corazza e con gli amici parlavo imitando l’accento milanese.

Perché le piace molto la stazione ferroviaria di Milano centrale?
La trovo accogliente, come se fosse un ventre materno pronto a ristorarti dalle fatiche del viaggio. E lo stesso accade per il viale antistante, via Vittor Pisani, così vasto eppure delimitato da due file interminabili di palazzi che ti danno la sensazione di un abbraccio. Proprio nella stazione di Milano ho ambientato un mio racconto “La Sirenetta” pubblicato da Bompiani nelle “Favole non dette”. E’ la storia di una trans che si sacrifica per amore, un po’ come accade alla Sirenetta di Andersen.

In Vittor Pisani si ferma anche a guardare le vetrine?
Sì, in realtà faccio tappa fissa da DBLiving, un negozio dove trovi di tutto. Qui ho anche scoperto quegli orecchini pendenti con pappagalli turchesi disegnati da Davide e Francesca Zushii (www.zushi.com) che ho indossato durante l’ultima edizione dell’Isola e che hanno suscitato deliri di approvazione.

Condurrà la prossima Isola dei famosi?
Chi lo sa
. Ci sono, comunque, segnali positivi. Mi piacerebbe tornare alla struttura isola dei famosi contrapposta a quella dei non famosi. Intanto mi concentro sul mio primo film tratto dal mio romanzo “Eldorado”. Mi piacerebbe tanto che la parte della protagonista, una famosa drag queen del passato fosse interpretata da Lino Banfi.

E a Milano cosa augura?
Di varare il registro delle coppie di fatto. Spero che il Sindaco Pisapia mantenga le promesse e soprattutto Milano, da capitale laica, lanci il giusto monito al Parlamento italiano sul tema del matrimonio per tutti e la legge contro l’omofobia.

Il 2013 è l’anno delle elezioni. Se glielo proponessero si ricandiderebbe?
Per il momento lo escludo
. Non vedo coalizioni interessanti. Tutte mancano di lealtà e rispetto nei confronti delle promesse fatte agli elettori. Non mi piace giocare con le speranze della gente.