Home » Articoli & News » Lettera Aperta all’Organizzazione Mondiale della Sanità

Lettera Aperta all’Organizzazione Mondiale della Sanità

Vladimir Luxuria pubblica una lettera aperta all’OMS per sostenere la campagna con “Io Non Sono Malata“.

Nel 1991 venne varata una legge, la 381, che obbliga le cooperative sociali ad avere il 30% di lavoratori presi da “categorie svantaggiate” (ex detenuti, ex degenti di ospedali psichiatrici, ex alcolisti o tossicodipendenti…)
Le associazioni trans, nonostante i gravi problemi di inserimento lavorativo, decisero di non ricorrere a questa legge per essere contemplate tra le categorie svantaggiate.
Perché?
Perché non riteniamo “invalidante” essere trans.

Per lo stesso motivo non vogliamo essere considerate “disturbate”.
Il fatto di sentirci di un altro genere non è follia (tipo quelli che si credono di essere Napoleone Bonaparte) ma è la consapevolezza di una variabilità di genere di cui prendiamo atto e operiamo in modo tale da armonizzare il corpo alla psiche, una sorta di euritmia di genere.

Folli sono coloro che ci chiudono le porte in facce, che ci deridono e a volte ci ammazzano.

Per questo chiediamo all’Organizzazione Mondiale della sanità di rivedere il manuale dei disturbi mentali e di trovare la giusta dfinizione che tuteli sia la nostra dignità (non siamo pazze) sia il nostro transito (la piena applicazione della legge 164 sul cambiamento di sesso).
L’assistenza del Servizio sanitario nazionale è sacrosanta (anzi andrebbe estesa e ci dovrebbero essere più centri a “prendersi cura” di noi non a “curarci”).
Il meritevole servizio di supporto psicologico serve non a farci cambiare idea ma a portarci per mano facilitando il cammino della transizione e per scavare nelle nostre profonde motivazioni.

Siamo malate… ma solo di amore, felicità e verità.

Vladimir Luxuria