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Fermiamo la legge anti-gay in Uganda

Il Parlamento Ugandese vuole approvare entro la fine dell’anno una legge “anti-gay”: pena di morte o ergastolo.
Reazioni indignate in tutto il mondo: da  Barak Obama a Amnesty International.
La campagna di Avaaz raccoglie già oltre 1,6 milioni di firme »

Da anni il governo ugandese cerca di approvare una legge che sancisca la pena di morte per gli omosessuali: Anti-Homosexuality Bill.
Nonostante le polemiche della comunità internazionale, che vede l’indignazione di associazioni come Amnesty International e personalità come Barack Obama, l’iter che porterebbe all’approvazione della legge “Kill the Gay Bill” – come viene spesso chiamata dai media – è quasi giunto a conclusione.

I cittadini vogliono questa legge come un regalo di Natale e noi vogliamo darglielo”, ha dichiarato il presidente Ugandese. In effetti secondo alcune ricerche il 96% della popolazione ugandese appoggerebbe i propositi del governo sul voler estirpare l’omosessualità. Questa posizione è largamente diffusa in tutto il continente africano: l’omosessualità è infatti illegale in 37 paesi del continente, ma in Uganda la situazione è tra le più gravi, perchè non esiste praticamente opposizione ai propositi omofobi del governo.

In Uganda i Gay vivono nel terrore, sono discriminati ovunque, temono la prigione le violenze e molto spesso giungono alla morte per omicidio. Famoso fu il caso di David Kato, padre del movimento per i diritti gay nel Paese, ucciso a martellate nella sua abitazione dopo che un tabloid ugandese aveva pubblicato la sua foto e quella di altri attivisti gay sotto il titolo “Impiccateli”. Se la legge passa, l’amore si pagherebbe con la morte o con il carcere a vita e i cittadini condannati a simili crudeltà non riceverebbero esattamente un “regalo di natale” ha commentato Emma Ruby-Sachs di Avaaz.

Avaaz lancia la campagna Days to stop the Uganda anti-gay attack che raccoglie già oltre 1,6 milioni di firme da tutto il mondo. Facciamo anche noi un piccolo gesto per impedire tale scempio umanitario, firmiamo la petizione e facciamo firmare i nostri amici »