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Vladimir Luxuria a Potenza: una vera signora

Un’Articolo di Anna Marino
Fonte ilquotidianodellabasilicata.com 

Vladimir Luxuria alla Cappella dei Celestini per presentare il suo “Eldorado”. Ironia, sobrietà e qualche frecciatina a chi in passato le ha calpestato i piedi

PRIMA tansgender in Europa ad essere eletta in parlamento, ballerina, attrice teatrale, conduttrice televisiva, scrittrice. Qualunque siano i panni che indossa Vladimir Luxuria è sempre se stessa. Dietro i capelli lunghi, il viso ricoperto dal trucco, il seno rifatto non c’è nessuna maschera. Ed è evidente quando poco prima di presentare il suo romanzo nella Cappella dei Celestini, a Potenza, parlando con la conduttrice Eva Bonitatibus dice: «Io non voglio sapere nessuna domanda in anticipo, altrimenti si perde tutta la spontaneità del momento». E lo è ancora di più quando, tra la lettura di una pagina e l’altra di “Eldorado”, lancia una frecciatina a quanti le hanno «sputato in faccia, sentendosi superiori soltanto perchè sono eterosessuali con la pelle bianca e poi spendono i soldi pubblici in cene, che di giorno predicano bene e di notte razzolano molto male». Ancora «a quelli che hanno insultato Fini al funerale di Rauti» a quelli «con i pugni alzati» o che «inneggiano alla svastica, conati di vomito di un periodo che dobbiamo ricordare». Il suo romanzo è ambientato infatti negli anni 30, quando le SS fanno irruzione in un cabaret di Berlino e deportano gli omosessuali che vi lavorano. Raffaele ripensa a quei momenti quando si ritrova settantenne negli anni 80, partito da Foggia anni fa per trasferirsi a Berlino e poi finire a Milano. Un romanzo toccante ma ironico, leggero. Vladimir in fondo è così. Tutto ciò che è stata e tutto ciò che è oggi lo deve alla sua arma migliore: l’ironia. Quella che le fa vincere anche la solitudine, a volte. «Noi – dice – non siamo sfascia famiglie. Io in fondo sono una finta trasgressiva. L’ultima cosa che ho fatto di trasgressivo è stato parcheggiare sulle strisce blu senza pagare il ticket. In realtà sono una mammona, tradizionalissima, meridionalissima, terronissima. Noi chiediamo il matrimonio, quali rovina famiglie». La famiglia è al centro del romanzo e della vita di Luxuria che molto ha in comune con quella di Raffaele, anche lui del mondo dello spettacolo, anche lui meridionale immigrato costretto a combattere con i demoni dell’ottusità, della chiusura, della paura del diverso.

In un viaggio nella memoria e nel tempo Raffaele imparerà a ripartire dal dolore per trovare la speranza e la voglia di scoprire le infinite sorprese che la vita gli ha riservato. Raffaele ritroverà il suo Eldorado.