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Da Eldorado ai rifiuti di Foggia, due chiacchiere con Luxuria

Un’Intervista di Daniele Bottalico e Marica Croce
fonte: foggia.ilquotidianoitaliano.it

CERIGNOLA- La presentazione del libro ‘Eldorado’ di Vladimir Luxuria all’ExOpera di Cerignola è stata anche occasione per porre al transgender foggiano alcune domande sia sul contenuto del libro che su temi di stretta attualità come la posizione della Chiesa sulle coppie gay o la problematica questione rifiuti nella ‘sua’ Foggia.

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Scrivere, come direbbe Walter Benjamin, rappresenta una necessità: quando hai in mente delle storie da raccontare non puoi fare a meno di farlo e io ho avuto un forte bisogno di scrivere quello che avevo in testa.

Quando è ‘nato’ Eldorado?
Alcuni anni fa fui invitata a Roma, al Palazzo della Provincia, ad un dibattito sull’Olocausto un dibattito particolare. Erano stati invitati i rappresentati delle comunità deportate nei campi di sterminio:  il rappresentante della comunità ebraica di Roma, un esponente della comunità rom, un rappresentante dei diversamente abili e poi io, chiamata a rappresentare gli omosessuali.

Per non arrivare impreparata mi sono quindi andata a documentare e, una notte mentre ero al computer, ad un certo punto mi è ‘apparsa’ sullo schermo l’immagine di una persona, una specie di ‘apparizione mistica’. Aveva una parrucca ed un vestito anni 30?,e ho avuto come la sensazione che ‘mi stesse chiedendo’ di raccontare la sua storia.

Documentandomi ho scoperto che si trattava di Sturm, una ‘Drag Queen’ che si esibiva all’Eldorado, uno storico locale di Berlino frequentato da gente ‘tranquilla’, gay e non, gente famosa e gente comune. Continuando nelle mie ricerche ho scoperto l’1 marzo del 1933 l’Eldorado fu sfasciato da una squadra di giovani nazisti mandati da Hitler che, tra le altre cose, arrestò chi c’era all’interno del locale.

Successivamente questi furono trasferiti nei lagher dove furono torturati e uccisi perché ‘colpevoli’ di non essere eterosessuali. Dato che non volevo fare un saggio storico ma un romanzo, ho deciso di inventarmi la storia di Raffaele, un giovane 18enne foggiano con il sogno di andare ad esibirsi all’Eldorado. Ho cercato quindi di mettere insieme storia e romanzo attraverso la ‘denuncia’ di Raffaele.

Quanto di biografico c’è in Raffaele, quanto della sua adolescenza a Foggia?
Di autobiografico vi sono solo le tradizioni foggiane e pugliesi e l’ironia, antidoto favoloso contro la cattiveria, lo consiglio a tutti. A 15-16 anni, quando passeggiavo per Foggia, allora io non ero visibile, ero fosforescente, ricordo le schiere di ragazzi che si aprivano al mio passaggio come il mar Rosso al passaggio di Mosè, poi dietro mi gridavano “ricchiò”, “mezzafè”, per me erano petali di rose, l’importante era apparire.

Ciò che invece ricordo ancora con un certo dispiacere è un episodio successo alle elementari: un mio compagno disse: “maestra lo sai che a Vladimiro piacciono i maschi?” e le mi chiese: “è vero?”, io risposi di sì e lei mi disse di avvicinarmi alla cattedra e mostrarle le mani. Presi una forte bacchettata, non fu tanto il dolore fisico quanto l’aver capito che dire la verità non premiava. E’ un episodio che ricordo ancora con una certa amarezza.

Dall’olocausto ad oggi non molto pare essere cambiato: secondo la Chiesa le coppie gay sarebbero una minaccia alla pace, il governo italiano ancora non accetta le unioni omosessuali. Qual è il suo parere?
Fra un po’ diranno che gli tzunami sono colpa dei gay. Le minacce alla pace sono altre, sono l’ignoranza e l’omofobia. Voglio ricordare che, per esempio, paesi fortemente cattolici come Spagna, Belgio, Argentina e Inghilterra accettano i matrimoni gay. Io credo che Dio sia amore, ha solo cattivi rappresentanti sulla terra e, se è amore, non guarda certo al sesso ma solo a ciò che c’è nel cuore, perciò tutti abbiamo il diritto di pregare davanti a un crocifisso o a una Madonna.

Detto questo la Chiesa è libera di avere la propria posizione ma non bisogna confondere il ‘peccato’ con il ‘reato’. Io non mi candiderò più, se non a miss Italia, al nostro parlamento c’è tanta ipocrisia. Io non sono una strafiga ma forse data la media parlamentare, ricevevo tante telefonate e tanti messaggi dai colleghi che volevano uscire con me poi facevano i bigotti quando si parlava di unioni gay. Un parlamento omofobico.

A preoccupare Foggia in questi giorni l’emergenza rifiuti, cosa ha pensato tornando a casa tra strade coperte di sacchetti di immondizia?
Sono sinceramente dispiaciuta, ci vorrebbe una maggiora cultura della raccolta differenziata, un minor uso di imballaggi e plastiche. Passando dalle edicole si vedono ancora giornali pieni di pellicole e copertine molte volte superflue. Dovremmo tornare a una vita più semplice, più naturale, meno ‘industriale’. In Honduras nel reality ‘L’isola dei famosi’, macchia sul mio curriculum, non avendo commesso reati ho così compensato, ho imparato a cacciare il cibo, a mangiare in stoviglie naturali, foglie o bambù, e a convivere con una natura potente, disastrosa ma anche benevola.