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«Monti è peggio di Berlusconi»

Luxuria attacca il Prof sui diritti civili. Esclude il ritorno in politica. E mette in guardia Vendola sulle strategie di Bersani.
L’intervista di Enzo Ciaccio a Vladimir Luxuria per Lettera 43.

Ha scritto quattro libri (il più recente, in uscita per Bompiani, narra di una donna che fa di tutto per afferrare il successo in tivù), ha girato film di qualità, ha recitato testi impegnati in teatro, ha vinto nel 2008 il reality l’Isola dei famosi: «Ebbene, sì: sfuggo alle etichette. Non è mai stato facile definirmi», dice a Lettera43.it alludendo ironica al sesso di appartenenza.
Vladimir Luxuria (Vladimiro Guadagno, all’anagrafe), nata a Foggia nel 1965, è la prima transgender in Europa a essere stata eletta deputato in parlamento (con Rifondazione comunista) e, nel 2006, a figurare fra le 10 donne più popolari d’Italia.

NO AL PD PER L’ALLEANZA COL PROF. Da sempre impegnata sul fronte dei diritti, dal 15 dicembre 2012, ogni sabato alle 12.30, Vlady (come ora si fa chiamare perché «è il vezzeggiativo che usano mia madre e le mie sorelle») conduce su La7 una trasmissione intitolata Fuori di gusto affiancata da Tinto e Fede, storici conduttori di Decanter su RadioDue.
«Diventerò famosa tra le massaie», auspica Luxuria, che spiega: «Fuori di gusto è una passeggiata che impegna i cinque sensi nell’Italia delle tradizioni, non solo enogastronomiche».
Per ora esclude un suo ritorno alla politica perché – spiega – «il Partito democratico di Bersani intende allearsi con Mario Monti, cioè con colui che sui diritti civili è il peggio che esista in Italia».

DOMANDA. Luxuria, ora anche lei si mette a cucinare in tivù?
RISPOSTA. Non insegno, ma imparo a stare tra i fornelli. Voglio attivare i cinque sensi per apprezzare appieno tutte le tradizioni, non solo quelle enogastronomiche, che rischiano di scomparire.
D. L’hanno vista cucinare in tivù con sua mamma.
R. Ho anche visitato un allevamento di struzzi e sono andata fra i cani da slitta in Abruzzo. È divertente, sorprendente. E poetico.
D. Che cosa ha cucinato con sua madre?
R. Pasta con patate e nanasciulle, un’erba selvatica delle campagne foggiane.
D. Che cosa pensa del programma Ti ci porto io, che la domenica mattina su La7 tratta di enogastronomia ed è condotta da Gianfranco Vissani e Michela Rocco di Torrepadula? Dicono che produca ascolti deludenti.
R. Non conosco i dati, ma so che ormai è alle ultime puntate.
D. Qual è l’obiettivo di Fuori di gusto?
R. Avremo fatto centro se a chi ci guarda verrà l’appetito e la voglia di visitare i luoghi descritti.
D. Il viaggio con La 7 costituisce il definitivo sdoganamento di Luxuria «transgender della porta accanto»?
R. Mi sento sdoganata da tempo. Sono stata in parlamento, ho fatto l’Isola dei famosi, ho realizzato mille idee.
D. Si ritiene accettata fino in fondo?
R. Spero che chi mi guarda in tivù e cambia canale lo faccia perché preferisce vedere altro e non per i soliti pregiudizi.
D. Lei ha registrato anche una puntata della trasmissione Colorado su Italia 1.
R. Sì, con Paolo Ruffini e un team di comici.
D. Come è stato sostituire un’icona della femminilità come Belen Rodriguez con cui litigò all’Isola dei famosi?
R. Con Belen siamo state a cena, è brava, abbiamo da tempo fatto pace. Di Paolo Ruffini sono molto amica.
D. Com’è andata?
R. Mi sono divertita, ma che fatica fare da spalla ai comici rispettando i tempi giusti per le battute.
D. L’ironia non le manca.
R. Ad aiutarmi è stata la capacità di adattarmi alle situazioni.
D. Che fa, Luxuria: si adegua?
R. No, ho disponibilità a capire gli altri.
D. Lei odia i pregiudizi. Perciò passa con disinvoltura dal teatro impegnato ai reality?
R. Mi piace dar vita a nuove sfide. C’è chi mi ferma in strada per dirmi: ti ho votata. Io chiedo: ma dove, in parlamento o sull’Isola dei famosi?
D. Che cosa finora l’ha impegnata di più?
R. Ho sempre puntato a rendere al meglio. L’Isola dei famosi l’ho addirittura vinta.
D. E in politica?
R. In parlamento ho incrociato molta ipocrisia. E colleghi che in pubblico facevano i bacchettoni e poi mi telefonavano per uscire.
D. Dunque, addio alla politica?
R. Mancano coraggio e coerenza. Si crede più ai sondaggi che ai valori, si resta spesso immobili per paura di perdere consensi.
D. Se ne sente estranea?
R. Sì. Ma se all’orizzonte si delineasse un’alleanza convincente, mi ci butterei.
D. Invece?
R. Sento addosso frustrazioni che da deputato ho già provato.
D. Perché?
R. Il segretario del Pd Bersani intende allearsi con Monti, cioè con colui che sul piano della lotta all’omofobia rappresenta il peggio che esista in Italia.
D. Peggio pure di Berlusconi?
R. Sì.
D. Perché ce l’ha tanto con Monti?
R. La sua agenda non prevede spazio per i diritti civili. Per lui, noi trans non esistiamo. A meno che non diventiamo banchieri.
D. Che cosa pensa degli alleati di Monti?
R. Pier Ferdinando Casini è l’uomo che ha impedito, con la sua Udc, una buona legge sull’omofobia.
D. A volte i fidanzamenti, anche in politica, sono dettati dalla necessità.
R. Se fosse stata cambiata la legge elettorale come promesso, il Pd non correrebbe rischi.
D. Chi è che non ha voluto cambiarla?
R. Tutti, Bersani compreso. Anzi, ho la sensazione che il segretario del Pd speri di non racimolare abbastanza voti al Senato così da rendere inevitabile la coalizione con Monti relegando in un angolo Nichi Vendola e le sinistre.
D. A proposito di deputati, che cosa pensa delle battaglie pro matrimoni gay di Paola Concia del Pd?
R. Ha lavorato bene. In quel parlamento, ha fatto quel che ha potuto.
D. A che punto è l’Italia in tema di rispetto per i diritti civili?
R. Il consenso popolare è più diffuso e consapevole. Ma ciò ha inasprito l’ostilità dei nemici.
D. Sono ancora troppi in Italia gli adolescenti che si ammazzano vinti dall’incomprensione e dalle altrui cattiverie?
R. Ai ragazzi manca la possibilità di parlare e sfogarsi in un ambiente che non prenda in giro o riempia di schiaffi e rimproveri. Tranne qualche eccezione, famiglia, scuola, genitori, istituzioni si comportano ancora in maniera retrograda.
D. Altrove come va?
R. Paesi cattolici come Argentina, Belgio, Spagna hanno accettato i matrimoni gay.
D. In Italia, invece?
R. Persiste una gravissima carenza di laicità. Basti pensare all’investitura politica che di recente il Vaticano ha riservato a Monti.
D. Luxuria oggi appare serena. Ma quanto è stata dura crescere a Foggia?
R. A Foggia come altrove: il nemico peggiore è l’isolamento.
D. Ne ha sofferto molto?
R. C’è stato un tempo in cui parlavo più con gli oggetti che con le persone. L’unico essere vivente che mi amava così come ero si chiamava Dolly. Era il mio cagnolino.
D. C’è un incubo da dimenticare?
R. Le bacchettate sulle mani che la maestra mi diede la mattina che ammisi che mi piacevano i maschi.
D. Le fece molto male?
R. Le bacchettate no, ma il senso di atroce solitudine che provai mi fa ancora compagnia.
D. Qual è in lei il sentimento più intenso?
R. La gratitudine.
D. Verso chi?
R. Verso i miei genitori, che mi hanno capita. Verso le mie tre sorelle, che mi sono state sempre complici. Verso chi ha accolto la mia mano, quando l’ho stesa.