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Caro Putin, annulli la legge contro l’omosessualità

Un appello dall’Italia perché la Russia cancelli la discussa legge omofoba. Centinaia di firme, da Alessandro Gassman a Dacia Marainid da Nichi Vendola a Vladimir Luxuria.

Firma anche tu l’appello su www.equalityitalia.it »

“Caro Putin, annulli la legge contro l’omosessualità”. Dall’Italia parte un appello perché la Russia cancelli la discussa legge omofoba. Da Alessandro Gassman a Dacia Maraini e la regista Emma Dante, sono centinaia le firme raccolte dall’appello lanciato dalla Presidente della commissione cultura del Comune di Venezia Camilla Seibezzi e da Aurelio Mancuso presidente di Equality Italia. L’appello chiede anche al Governo italiano una iniziativa nei confronti della Federazione Russa affinché riconsideri l’iter della legge che rende illegale anche soltanto scrivere un articolo, o organizzare eventi e parlare in pubblico di omosessualità.

Tra gli altri firmatari (l’appello può essere sottoscritto sul sito www.equalityitalia.it) anche Ritanna Armeni, Natalia Aspesi, Angela Azzaro, Laura Balbo, Gianrico Carofiglio, Anna Paola Concia, Lella Costa, Lucia Annunziata,Stefano Boeri, Massimiliano Gioni, Franco Grillini, Gad Lerner, Vladimir Luxuria, Marco Marozzi, Gennaro Migliore, Michela Murgia, Aldo Nove, Lapo Pistelli, Stefano Rodotà, Piero Sansonetti, Chiara Saraceno, Massimiliano Scuderi, Nichi Vendola, e le principali associazioni che si battono contro ogni discriminazione omofoba.

“La Russia si sta muovendo in direzione diametralmente opposta al resto dell’Europa – dichiara Camilla Seibezzi presidente commissione cultura Comune di Venezia, sua l’iniziativa – una frattura che rischia di minare l’anima stessa della comunità, vere e proprie violazioni dei diritti civili che vanno combattute sul nascere. È necessario che il Governo italiano si adoperi affinché il tema dei diritti civili sia tessuto connettivo tra i diversi Paesi europei almeno quanto le piattaforme economiche che sostanziano le nostre relazioni internazionali”.

“La legge russa è un segnale preoccupante che in una parte importante dell’Europa possano rinascere criminalizzazioni che hanno portato a immani tragedie – sottolinea Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia – è necessario un impegno forte anche del nostro Paese, affinché la Russia rispetti le Convenzioni internazionali e del Consiglio Europeo. Come lesbiche e gay italiani, che non hanno ancora riconosciuto alcun diritto, sentiamo fortemente la necessità che non torni nel nostro Continente lo spettro delle persecuzioni in ragione dell’orientamento sessuale e identità di genere”.

Fonte:  Globalist.it »