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Gay Pride in Vaticano

Articolo di Vladimir Luxuria
In Edicola da Venerdì 1 Marzo con il Settimanale “Gli Altri” 

“Si non caste, tamen caute”, vuol dire “Se non castamente, almeno con cautela”. Uno dei più importanti principi che dovevano seguire chierici e religiosi nella chiesa cattolica: “sappiamo che certe condotte peccaminose esistono al nostro interno ma è meglio non farlo sapere all’esterno, ostentiamo la Sindone ma mai i nostri panni sporchi!”

Verecondia, riservatezza, circospezione e soprattutto cautela. Se si esagera si interviene. E’ quello che accadde con la diffusione del primo monachesimo occidentale dove si formarono coppie omosessuali che vivevano insieme e spesso con vere e proprie scenate di gelosia: dovettero intervenire dall’alto per rendere la Regola più severa e tamponare cotanta sacra gaiezza.

La Chiesa ha messo al rogo migliaia di “sodomiti” […] Nessun Papa ha  ha mai fatto il “mea culpa” per tali stragi.

Per molti omosessuali diventare prete era l’unica via di salvezza, soprattutto in un periodo dove tale condotta era condannata se non addirittura punita con il carcere o con la pena di morte: la Chiesa ha messo al rogo nelle pubbliche piazze migliaia di “sodomiti” puniti secondo l’ammonizione della pioggia di fuoco dell’Antico Testamento, ovvero bruciati vivi. Nessun Papa ha mai fatto il “mea culpa” per tali stragi. Come giustificare nel Medioevo il fatto di non essere attratti dalle donne? Sposando solo la Chiesa.

La sessualità però non sempre si riesce a reprimere, a tenere a bada, ad annullare. Rapporti omosessuali consenzienti, consumati anche all’interno di sacri edifici oppure altrove. Ricordo da art director di Muccassassina di aver conosciuto un ragazzo che veniva puntualmente a rimorchiare uomini nel locale, mi confessò di essere un sacerdote, non detti molta importanza alla cosa fin quando un giorno e con la luce del sole non lo incontrai casualmente a Borgo Pio con il collare bianco e l’abito sacerdotale. Di storie ne ho sentite tantissime, né mi sono scandalizzata quando nel settembre del 2007 Ilaria D’Amico in una puntata speciale di Exit su La7 fece un servizio proprio sui preti gay: filmati nascosti, proposte sessuali, annunci su internet. Ma i sacerdoti che fanno sesso non sono tutti omosessuali, molti sono eterosessuali, tant’è che non sono mancati nella cronaca giudiziaria fior fior di preti accusati di stupro, molestie sessuali, palpeggiamenti. Molti traggono piacere anche dai racconti: durante la confessione esigono che la “peccatrice” non risparmi dettagli e minuziose descrizioni degli atti sessuali compiuti al di fuori del matrimonio e della procreazione.

D’altronde il celibato non è nato con il cristianesimo, è stato istituito dopo soprattutto per preservare dall’eredità le numerose ricchezze e possedimenti. All’inizio i sacerdoti si coniugavano con donne, nel concilio romano del 386 infatti non si proibirono le relazioni ma solo la convivenza: vescovi e sacerdoti sposati non potevano più convivere con le proprie mogli. In realtà si chiuse un occhio e anche l’altro. Fino alla metà del XVII secolo quando invece con il Concilio di Trento il celibato divenne strettamente obbligatorio per chiunque volesse seguire la vocazione sacerdotale.

Mi sono chiesta quanto ne possa capire di relazioni affettive, coniugali e sessuali chi si è votato al celibato e all’astinenza, per me è come far fare lo chef a un anoressico.

Mi sono chiesta quanto ne possa capire di relazioni affettive, coniugali e sessuali chi si è votato al celibato e all’astinenza, per me è come far fare lo chef a un anoressico. Per quello che riguarda l’omosessualità c’è sempre stata condanna e repressione, a meno che… discrezione, segretezza, verecondia. L’opposizione della chiesa cattolica ai gay Pride, ai matrimoni omosessuali partono dalla condanna innanzitutto alla visibilità, al coming out, alla rivendicazione, all’orgoglio… altro che discrezione! Non è un caso se la libertà omosessuale nei vari stati è direttamente proporzionale al calo delle vocazioni religiose, diventare preti non è più l’unico sbocco per chi non è attratto dalle donne, motivo per il quale si attingerà sempre di più a sacerdoti dal continente africano e non da nazioni che hanno legiferato a nostro favore (in Occidente tutte tranne l’Italia e la Grecia).

 Non è l’omosessualità praticata a deturpare il viso della chiesa ma il pericolo che si venga a sapere.

Ma se la riservatezza e l’ipocrisia sono valori coltivati all’interno della chiesa il pericolo è dietro l’angolo: il ricatto, quello che Benedetto XVI ha definito “impropriam influentiam” Se non fai quello che ti dico io faccio sapere ad altri quello che facciamo nelle nostre segrete stanze. Non è l’omosessualità praticata a deturpare il viso della chiesa ma il pericolo che si venga a sapere. Il Papa non si è dimesso per stanchezza, sarebbe un’offesa al Pontefice precedente che non si è dimesso pur se visibilmente malato e dolorante. Ratzinger si è dimesso perché sta per uscire uno scandalo enorme sulla presenza di una lobby gay in Vaticano (che invece in Italia non esiste) che gestiva rapporti di potere, che ha promosso i propri fidanzati in ruoli importanti, che ha raccomandato per un lavoro il proprio toy-boy o che ha inserito il proprio amato protegé in liste elettorali, per far diventare un politico il proprio amante magari proprio per fare discorsi in Parlamento contro i gay, quelli aperti e non verecondi.

E ci sarà il Conclave per eleggere il nuovo pontefice che dovrà essere forte, giovane e santo per gestire la patata bollente: tra i cardinali ci saranno anche quelli esperti nell’insabbiare, quelli che si sono impratichiti a nascondere e proteggere i tanti preti pedofili, sono coloro che hanno il curriculum adatto per scegliere il prossimo Papa che nasconderà la polvere sotto il tappeto e darà l’immagine di una chiesa ripulita da scandali sessuali… per quelli economici avrei bisogno di uno spazio a parte.