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Io come la Thatcher. Vi spiego cosa manca alle donne in Italia

Un’intervista di Mariacristina Lani
fonte: Milanopost.info 

La Thatcher era per me una creatura transgender. Su di lei ha dovuto lavorare uno staff apposito per renderla convenzionalmente donna, come il suo popolo si aspettava fosse una donna.

Pochi si stupirebbero se Margareth Thatcher avesse chiamato il proprio marito “mia moglie”, vista quanta mascolinità le è stata attribuita. Eppure fu donna, a mio parere, di una femminilità straordinaria. Era femmina nella dedizione assoluta per il  proprio lavoro, che svolgeva come missione; era femmina nel sacrificarsi per seguire lavoro e famiglia, senza che l’una andasse a discapito dell’altra; era femmina nell’assumersi le proprie responsabilità davanti a tutto il mondo; era femmina nel non aver paura delle proprie convinzioni, anche sapendo si sarebbe fatta odiare per questo; era femmina nella passione che metteva in tutte le sue azioni; era femmina nella sua totale praticità; era femmina nell’assumere per sempre  il nome dell’uomo che amò infinitamente e intimamente per tutta la sua vita; era femmina capace di mettere da parte il lavoro (era il 1982 e lei era Primo Ministro) per buttarsi a capofitto nelle ricerche per ritrovare il figlio Mark, smarritosi nel Deserto del Sahara durante il rally Parigi-Dakar.

Lei che disse “Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei” – era talmente femmina da sembrare uomo.

E mi è venuto spontaneo condividere questo mio pensiero con Vladimir Luxuria, una delle donne più iconiche della politica italiana. Lei che uomo, con tutta la forza e la passione tipiche di una donna, non ha avuto paura a mostrarsi femmina nella vita e nel suo ruolo professionale. Abbattendo anche lei i muri ben solidi eretti dal machismo politico, come, a suo modo, fu costretta a fare la Lady di Ferro.

Vlady, secondo lei Margareth Thatcher era veramente così “uomo”?
La Thatcher era per me una creatura transgender. Su di lei, per quanto geneticamente donna, ha dovuto lavorare uno staff apposito per renderla convenzionalmente donna, come il suo popolo si aspettava fosse una donna. Quindi ecco tutto l’abbigliamento tipico british con guanti e cappellini esasperato fino quel cappello a forma di ufo con cui si presentò davanti a Ronald Regan. La stessa voce dovette essere corretta per renderla meno dura e rude. Dovette trasformarsi in una donna.

Vuole dirci che fece quindi un po’ il suo percorso…?
Sicuramente c’è una cosa che accomuna Margareth Thatcher e me: la forte responsabilità di essere state entrambe, nel nostro ambito professionale, le prime. Lei primo e anche unico, fino a oggi, Primo Ministro britannico, io primo e anche unico, fino a oggi, transgender della politica italiana. Lei ha dovuto mostrare di essere più uomo degli uomini. Io più donna delle donne.

Lei ci si rivede?
Non è stata il mio personaggio politico preferito. Per la questione del rapporto con i lavoratori, ma soprattutto perché lei non voleva, non accettava si parlasse di omosessualità, inserendo la famosa “clause 28? resa celebre anche da Boy George, votata all’epoca dal suo pupillo Cameron, che oggi si pente e si riscatta con affermazioni assolutamente più accondiscendenti sull’argomento, come un matrimonio uguale per tutti. Lei ha dovuto, nel vivere il suo ruolo – erano anche gli anni di forte emancipazione – mostrare il lato più aggressivo della donna. Ed è stata criticata molto per questo.

E lei Vladimir?
Io ho dovuto mostrare il mio lato più femminile e anch’io sono stata criticata per questo. Si arrivava a parlare più delle mie miseproposte che delle mie proposte parlamentari.

Crede ci sia in Italia una donna capace di esercitare sugli altri lo stesso potere, la stessa capacità di carisma politico. Una donna italiana politica da prendere così tanto in considerazione, quasi da temere, oserei dire un’Andreotta?
Eh bella domanda! Difficile rispondere. Oggi una Severino, una Finocchiaro, una Bindi (si sente che un po’ ride)… una grande figura non c’è.

E come Presidente della Repubblica? Io in un articolo su MP sulle First Lady, indicai lei come Presidente, almeno potrebbe incarnare i due ruoli: Presidente della Repubblica e First Lady.
Ah, ah! Guardi è più facile che io vinca Miss Italia!

Allora una donna Presidente in Italia?
Ho indicato la Bonino. Travaglio mi dà contro per i suoi passati fatti di fluttuazioni politiche. Però dopottutto ciò la rende bilaterale. E poi è una donna che non ha mai avuto paura di portare avanti le sue idee.

Che cosa manca alle donne?
Più che mancare… hanno in più. Si mettono una divisa per non essere riconosciute, per assecondare un machismo che impera. Quello che manca è invece agli uomini: un po’ di femminilità. A me piace molto accomunare l’uomo e la donna come nel “Venere e Marte” del Botticelli, dove le due figure si interscambiano. Lei capisce lui, lui comprende lei.

Io, personalmente ho compreso una cosa: nella vita, nella politica non ci vuole sesso, ma cervello. Non ho conosciuto Margareth Thatcher e me ne dispiaccio, ho conosciuto Vladimir Luxuria e ne sono felice.