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Non Cambio Sesso Perché Ora Ho Imparato ad Amarmi

Un’intervista di Riccardo Ciccarese
fonte: Tutto (PDF) Foto Corrado Ferrante 

Vladimir si confessa al settimanale Tutto: finalmente serena ha smesso di pensare che la vita sia una guerra contro tutti.
Parla poi di TV, politica e diritti civili: l’Italia è indietro anni luce rispetto al resto d’Europa.

Ci parli un po’ di questo suo ritorno alla conduzione con “Colorado”, dopo la fortunata esperienza de “L’isola dei famosi”.

“Colorado” è da sempre una delle mie trasmissioni preferite e la proposta di affiancare Paolo Ruffini in una puntata mi è piaciuta molto per varie ragioni. Innazitutto perché conosco e frequento Paolo e la sua compagna da molto tempo e proprio immediato anche sul piano professionale. Poi visto che non avevo mai lavorato prima in una trasmissione i cui protagonisti fossero dei comici, l’idea mi divertiva molto. In realtà non so ancora se la mia presenza si limiterà a una puntata sola o se la produzione deciderà di affidarmi la conduzione di altre puntate. A me non dispiacerebbe continuare!

Prosegue anche la conduzione di “Fuori di gusto” su La7, programma alla scoperta delle meraviglie culinarie ed enogastronomiche italiane. Vista la situazione, ha una ricetta per i nostri politici?

Se c’è una cosa che ho capito conducendo “Fuori di gusto” è che in tema di cibo è molto più difficile prendere in giro la gente che facendo politica. Se poi vogliamo individuare una cifra politica nel nostro programma, è sicuramente quella della valorizzazione e della promozione del nostro territorio e dei nostri prodotti enogastronomici. Nel corso di tutte queste puntate non mi sono mai risparmiata e sono scesa in campo personalmente per dare da mangiare ai maiali della cinta senese, raccogliere carciofi, o fare il formaggio con le mani, cosa che mi ha incuriosita e divertita tantissimo. Ma l’esperienza di gran lunga più bella ed appagante, credo sia stata quella di poter parlare non con i vip ma con la gente comune, con gli operai che ogni giorno lavorano nelle aziende agricole, alimentari o vinicole, che contribuiscono a fare dei nostri prodotti enogastronomici e del “made in italy” quell’elemento distintivo così ricercato nel resto del mondo. È proprio quello che dovrebbero fare i nostri politici: imparare ad ascoltare la gente.

Nel 2009 dichiarò di avere intenzione di procedere all’operazione del cambio di sesso. Poi un improvviso ripensamento. Come mai? 

Sì, in effetti è proprio così, e forse in molti avranno pensato che fosse una trovata per attirare su di me l’attenzione della stampa. In realtà non è così e approfitto di questa domanda così delicata per ricordare che il percorso da fare per il cambiamento di sesso è di per sé molto difficile e complesso, sia da un punto di vista medico sia burocratico. Detto ciò, c’è stato un periodo in cui ho pensato seriamente al cambiamento. Ma alla fine mi sono resa conto che sarei riuscita ad amarmi anche per questa mia duplicità. Ho pensato che questa mia unione e non opposizione di sessi fosse una peculiarità, un arricchimento. Questa è stata, in definitiva, la molla che è scattata in me e mi ha fatto cambiare idea.

Cosa pensa del boom elettorale del Movimento 5 stelle?

Quello che temo maggiormente è che la gente oggi voti più per paura per quello che hanno fatto i vecchi partiti che per le presunte proposte innovative di quelli nuovi. Ma i nuovi partititi come il Movimento Cinque Stelle non restano nuovi per sempre. I dati, tra l’altro, dicono che recentemente il partito di Grillo ha perso molti consensi nel Friuli Venezia Giulia, e come tutti sappiamo ci sono già degli indagati fra i consiglieri regionali del Piemonte appartenenti al partito. Io penso che davanti a problemi gravi come quelli che affliggono il nostro paese, ognuno debba assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Ma bisogna anche saper accogliere tutto ciò che c’è di innovativo nelle proposte dei nuovi partiti. E in tema di proposte per combattere il fenomeno dell’omofobia, sicuramente mi sento molto più vicina al M5S che alle proposte dei saggi di Napolitano che hanno praticamente ignorato questo grave fenomeno.

È fidanzata?

No, in questo momento sono single, ma tengo a dire che sono comunque molto serena. Il problema è che in questa società se non sei fidanzata sei considerata una sfigata! Ma io non mi sento tale e sono molto appagata dalle bellissime amicizie che ho la fortuna di avere e coltivare. Poi sono una che sa ascoltare gli altri, una spalla sicura su cui piangere. Dispenso continuamente consigli d’amore a tutti gli amici. E, come dice Orietta Berti in una sua nota canzone: «quando l’amore viene, il campanello suonerà»…

Tornerà nuovamente a recitare o a scrivere ?

Tutto dipenderà dalle proposte che riceverò. Certo, se mi proporranno di tornare a recitare per qualcosa di interessante che mi faccia crescere anche artisticamente perché no? Di sicuro posso dirvi che a settembre uscirà per Bompiani il mio nuovo libro, un romanzo intitolato “L’Italia migliore”. È la storia di una donna che vive in un piccolo paese di provincia snobbata per via del suo anticonformismo e, quel che è peggio, oggetto di continui  pettegolezzi da parte dei suoi compaesani. A un certo punto decide di andare via, e di costruirsi una nuova esistenza lontano da lì, in una grande città. Ma la sua vita e le sue scelte saranno sempre condizionate dal rancore e dalla sete di vendetta che la spingeranno ad accettare qualsiasi compromesso pur di diventare famosa e ottenere la sua rivincita. Insomma una lenta discesa all’inferno con dei risvolti a tratti drammatici. Non dovrei essere io a dirlo, ma vi assicuro che è un libro dalla trama molto avvincente! Poi certo sappiamo benissimo tutti che queste cose nella realtà non accadono! (Scoppiamo tutti a ridere.)

Lei si considera una ribelle?

Non saprei. La ribellione per me è un concetto molto relativo. Se poi lo rapporto alla mia natura non sono certo una ribelle. Forse mi sono ribellata a quello che gli altri volevano che io fossi, alla cattiveria e alla vigliaccheria di chi, come dico sempre, di giorno “predica bene” e di notte “razzola male”.

Cosa ne pensa delle polemiche che ogni anno accompagnano il Gay Pride. Parteciperà all’edizione di quest’anno? 

Purtroppo le polemiche sono sempre tante e inutili soprattutto a causa dei pregiudizi e dei luoghi comuni sul presunto cattivo gusto e gli atteggiamenti un po’ coloriti che ovviamente vengono strumentalizzati. Il Gay Pride infatti non è quello che appare dalle foto che vengono pubblicate. È prima di tutto una manifestazione che si è sempre contraddistinta per l’allegria e per essere pacifica. Se si vuole evitare il Gay Pride, si deve fare in modo che le persone non abbiano motivo di manifestare contro atteggiamenti e affermazioni oggettivamente omofobe. In Italia siamo indietro anni luce. Mentre in tutta Europa stiamo assistendo a continui progressi sul fronte dei diritti civili, con la previsione di leggi che disciplinano unioni di fatto, matrimonio egualitario e con leggi antiomofobia.  In Italia, invece, non solo mancano leggi che garantiscono la parità dei diritti, ma si registrano troppo spesso episodi spiacevoli di pubbliche dichiarazioni di omofobia, che diffondono e rinforzano i pregiudizi. Quest’anno comunque sarò come sempre in prima linea e affiancherò la mia amica Maria Grazia Cucinotta come madrina dell’edizione 2013, che per la prima volta si terrà a Palermo. Esorto tutti a partecipare! Scoprirete tra l’altro che con noi ci sono anche molti eterosessuali!

Cosa ci dice delle sue diatribe con Alessandra Mussolini ed Elisabetta Gardini? Vi siete mai chiarite?

Credo che in seguito Alessandra Mussolini si sia sinceramente pentita delle sue affermazioni. Tuttavia essendo molto orgogliosa non lo ammetterà mai. Elisabetta Gardini invece dopo la famosa disquisizione sulle toilette del Parlamento, venne a vedermi a teatro, recitavo un testo sull’infibulazione. Alla fine dello spettacolo mi cercò in camerino e mi disse che le sarebbe piaciuto lavorare insieme a me su tutti i temi che potevano riguardare i diritti delle donne. Fu un bel gesto, anche se poi non se ne fece più nulla. Detto ciò, la cosa che mi fa rabbia e mi fa soffrire maggiormente è che raramente le donne sono solidali tra loro su temi come maschilismo, misoginia e  mofobia.

Come se lo immagina il suo futuro?

(Ride) Premesso che sono ancora molto giovane, credo di essere molto più tranquilla e felice oggi di quanto non lo fossi a vent’anni. Fortunatamente da molto tempo ho smesso di pensare che la vita sia una guerra contro tutto e contro tutti. Poi, cosa molto importante, ho recuperato e rivalutato molti rapporti, soprattutto nell’ambito familiare e questo è equivalso a fare pace con me stessa. Sicuramente in futuro non mi immagino sola. Mi  iacerebbe viaggiare molto e visitare luoghi d’arte, che è una delle mie passioni, ma soprattutto non voglio mai smettere di meravigliarmi per le infinite possibilità che la vita può offrire. Forse mi vedo lavorare più dietro le quinte che sotto i riflettori o da protagonista e, nel caso di reali condizioni di dignità nell’ambito politico, non escludo il ritorno!