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Luxuria al Pride di Roma: «Marino doveva stare in famiglia? Qui ce ne sono tante»

Migliaia a Roma per il Gay Pride della Capitale. Grande assente il neo sindaco Ignazio Marino.
Luxuria: «Mi auguro che Marino possa fare come Orlando a Palermo almeno per il registro delle unioni civili»

«Il sindaco Marino ci sposi!», si legge su un cartello esposto da due ragazzi mentre si danno un bacio. Su uno degli striscioni è scritto: «Marino? Ha l’influenza vaticana».

Questo periodo è su decine di giornali, perché l’assenza del neo sindaco romano alla parata della Capitale è stata assordante, tanto da rubare spazio su tutti i media al messaggio di fondo del Pride: basta discriminazioni.

Marino non partecipa per stare con la sua famiglia dopo averla trascurata per la campagna elettorale, e manda un messaggio di solidarietà e partecipazione «Con il mio cuore, con il mio pensiero sono lì con voi al Gay Pride della Capitale d’Italia». Ma per i partecipanti non basta un videomessaggio, serve la presenza, serve l’impegno in prima persona, come hanno fatto – tra i tanti – Laura Boldrini e Iosefa idem.

Anche Vladi, assaltata dai giornalisti, ha detto la sua sulla questione: «Marino doveva stare in famiglia? Poteva portarla la famiglia e spiegare ai propri figli come mai ci sono tante persone a cui è negato il diritto di farsi una famiglia […] Mi auguro che Marino possa fare come Orlando a Palermo almeno per il registro delle unioni civili. Orlando peró sfila al Pride. Qui ci sono tutte le famiglie, le nostre famiglie »