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Luxuria parla del Gay Village e del ricordo di Don Gallo

Un’intervista di 

Intervistata da Queerblog sul Gay Village, Vladi ricorda l’assenza di Don Gallo – “dimmi chi escludi e ti dirò chi sei” –  e auspica la visita di Simona Ventura, che ha sempre appoggiato la causa Lgbt.

C’è Vladimir Luxuria, quest’anno, alla direzione artistica del Gay Village e l’ex politico e concorrente dell’Isola dei Famosi, ha raccontato la sua recente esperienza nel giorno di inaugurazione del locale:

“A un certo punto ieri notte, erano passate da poco le due, mi sono affacciata da sopra il terrazzino della pista pop e sotto di me c’era questo mare di gente, migliaia di persone, di ragazzi e ragazze che ballavano insieme e si divertivano. E io ho capito di essere felice (…) E’ arrivata la proposta delle mie amiche Imma Battaglia e Paola Dee (fondatrici del Village), con le quali oltre a fare Muccassassina ho organizzato il World Gay Pride del 2000. Sono sincera: all’inizio avevo delle perplessità. Dopotutto sono stata a lungo fuori dalle scene della movida romana. I gusti delle persone cambiano e cambia il modo di divertirsi. Poi le idee sono cominciate a venire e ho accettato la sfida. Anche perché posso contare su professionalità grandissime; persone che sanno come offrire un prodotto di qualità”

Si augura di avere un’ospite molto quotata in tv che ha sempre appoggiato la causa Lgbt:

“Spero venga a trovarci Simona Ventura, un’amica e una persona straordinaria. Una che, se qualcuno in una sua trasmissione avesse detto “meglio fasCista che frocio”, sarebbe diventata una iena”

Non manca il ricordo verso uno dei pochi preti che ha sempre evitato qualsiasi condanna verso il mondo omosessuale, aprendo la sua Chiesa a tutti quanti, Don Andrea Gallo, recentemente scomparso:

“Don Gallo l’ho conosciuto nel 1989 proprio in questo salotto. Eravamo ospiti di una trasmissione della Rai in cui si parlava di transessualità. Non sapevo chi fosse e temevo venisse qui per demonizzare i trans, come ha fatto papa Ratzinger poco prima di dimettersi sostenendo che esistono solo l’uomo e la donna e che tutto il resto è fuori dal disegno divino, come se noi fossimo state create da chissà chi. E invece don Gallo quel giorno in questa stanza disse che qui c’era Gesù e che nell’amore fra due uomini c’è Dio. Diventammo amici. Sulla sua scrivania c’era una croce con su scritto “dimmi chi escludi e ti dirò chi sei”. Lui ricostruì in qualche modo il mio legame con il Vangelo dopo che molto tempo prima, in uno stanzino della parrocchia del mio paese dove insegnavo catechismo, don Antonio, cui avevo appena confessato di sentirmi donna, mi guardò come fossi il diavolo e mi impose di reprimere la mia natura, costringendomi ad abbandonare la Chiesa”