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Vladimir Luxuria al Palermo Pride: “Il Family Day è qui”

Vladimir Luxuria partecipando al Palermo Pride nazionale: “anche noi proveniamo da una famiglia. Ma noi non discriminiamo, loro si'”

Un articolo di Veronica Femminino
fonte: blogsicilia.it

La gioia di mostrarsi per quello che si è ha squarciato il velo delle ipocrisie. E in un afoso sabato pomeriggio Palermo ha fatto scorta di un balsamo rigeneratore che ha permesso di accantonare le diffidenze. Abbracci e mani strette ad altre, musica, balli e sorrisi per rivendicare i diritti umani.

Non una semplice festa dell’orgoglio lgbt, il Pride nazionale 2013 a Palermo è stato innanzitutto la celebrazione della unicità di ciascun essere umano. “O si è felici o si è complici”, è stato uno degli slogan di questa edizione, dal titolo di un’opera di Nino Gennaro, compianto poeta corleonese tra i fondatori di Arcigay Palermo, la città che si è riscoperta capace di guardare oltre le apparenze, i lustrini e paillettes per stringersi attorno ad un medesimo obiettivo, mettere al centro del dibattito civile e politico i diritti delle persone.

Visibilmente emozionato Massimo Milani, anche lui insieme al marito Gino Campanella, tra i fondatori di Arcigay Palermo. “Io i tempi bui me li ricordo – ha detto – . Eravamo in quattro gatti a lottare per i diritti gay e ci tiravano le pietre. Basta nasconsersi, mai imitare gli altri cercando di essere come loro, ognuno deve essere orgoglioso della propria identità. Dopo oggi posso anche morire felice e in pace”. Massimo e Gino, sono una famiglia reale: e lo hanno ribadito presentandosi alla parata con abiti che ricordavano quelli della regina Elisabetta d’Inghilterra, giocando sul doppio riferimento tra l’appartenenza ad una dinastia monarchica ed il loro rapporto d’amore che dura da oltre trent’anni.

Al Pride di Palermo c’erano tutti, con i loro sogni e le speranze, con la consapevolezza che il tempo del silenzio è finito.
Un’amara sorpresa per i paladini della morale tradizionale che hanno equiparato il Pride ad una manifestazione oscena. In primis Angelo Figuccia, consigliere comunale Pds-Mpa che non ha esitato a fare riferimenti biblici, quali Sodoma e Gomorra, ad ammonire in merito ad una probabile punizione divina di fronte a tanta scostumatezza, a scrivere a Napolitano affinché intervenisse per impedire lo svolgersi del Pride.

In merito al temuto ‘attentato’ alla famiglia, ha risposto Vladimir Lyxuria, che con naturalezza ha invitato a riflettere sul vero significato della famiglia. “Mi dispiace – ha detto il transgender più famoso d’Italia – che abbiano sbagliato giorno. Se non fossimo stati impegnati con il Pride saremmo andati a trovarli. Anche noi veniamo da una famiglia, abbiamo genitori e fratelli, e molte delle persone che sono qui ne hanno creata una loro o stanno per farlo. Il vero Family Day è al Pride e non lì, perché al Pride ogni famiglia viene accolta a braccia aperte, noi non discriminiamo nessuno”.

A Palermo il Pride, inaugurato 10 giorni fa, è arrivato un attimo prima dell’inizio dell’estate. E chissà che la nuova stagione non coincida con l’inizio di una nuova storia, quella in cui nessuno debba più sentirsi diverso dagli altri.