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«Basta con le domande in ginocchio»

Vladimir Luxuria da sui talk show è d’accordo con Costanzo: «Mai adagiarsi sugli allori. I politici? Bisogna inchiodarli».
«Paragone? Ha ragione sulle domande scomode»

Prima Maurizio Costanzo, poi Gianluigi Paragone che, su «Il Tempo», hanno commentato i Talk Show. Il primo li corregge, il secondo li salva in toto. Ora è il turno di Vladimir Luxuria, ex parlamentare,conduttricetelevisiva,nelle librerie con l’ultima fatica letteraria, «L’Italia migliore»
L’intervista di Simona Caporilli per Il Tempo di Lunedì 16 settembre.

VladimirLuxuria, Maurizio Costanzo dice che i talk show vanno rinnovati. È d’accordo?
«Sì, credo che non deve mai essere riproposto nella stessa maniera. Soprattutto quando sta andando molto bene. Non bisogna lasciarsi impigrire mentalmente dai successi dell’ascolto».

Anche lei, come Costanzo, ha lavorato in radio.
«Ho lavorato in radio. Ho cominciato con una radio che aveva un nome presuntuoso: Radio Foggia International. Poi Radio Master, pugliese. E poi il grande passo, un network nazionale. Radio Capital, dove facevo tutti  personaggi femminili comici. Ci sono stata 5 anni. Altri 4 anni a R101. Una rubrica. A me piace molto non trattare anche argomenti importanti in maniera plumbea».

Lei era una fandelMaurizio Costanzo Show?
«Non mi perdevo mai una puntata. Perché poi, le puntate, erano determinanti per l’opinione».

Dia un voto ai talk show che parlano di attualità.
«6.5».

E a quelli che parlano di politica.
«7».

In quale trasmissione si diverte di più?
«Guardi, devo dire la verità. Le puntate in cui sono stata ospite de “La Vita in Diretta” mi sono divertita. Perché con Mara Venier ho un rapporto di amicizia e di stima reciproca. Ci scambiamo un sacco di battute. Ci capiamo con uno sguardo. Devo dire che è stata un’esperienza bellissima la conduzione dell’Isola dei Famosi, perché ho avuto modo di capire veramente come lavorano i tecnici, le dirette internazionali, i satelliti. In un posto meraviglioso che mi ha regalato dei tappeti di lucciole…».

Qualche retroscena: quante ore ci vogliono, tra trucchi, vestiti e parrucchiere, per preppararsi alle telecamere?
«Direi però, e premetto, che non disturbo la sovrintendenza ai beni archeologici quando mi devo truccare. Diciamo un’ora. A un certo punto della vita ci si deve mettere insieme. È un momento molto bello. A me piace parlare con i truccatori e i parrucchieri. Sanno tutto».

Se dovesse parlare delle litigate storiche in televisione, quali menzionerebbe?
«Per quanto mi riguarda, quella con Alessandra Mussolini è diventata anche un film con Gerard Depardieu, di Calopresti («L’abbuffata», ndr). Io stavo vedendo questo film. E a un certo punto c’è Depardieu che vede la litigata e muore. La tv uccide. E devo dire che la Mussolini mi è anche abbastanza simpatica. Mi è dispiaciuto. Io sono una che non riesce ad avere rancori storici. Credo che lei si sia resa conto di aver detto una stupidaggine ma è ancora troppo orgogliosa per ammetterlo».

Quale programma sogna di condurre?
«Ho fatto anche un programma enogastronomico. Per par condicio. Antonella Clerici per le donne, Vissani per l’altra parte. E mancava una trans. E che noi non sappiamo cucinare? Hofatto “Fuori di gusto” per La7 in giro per l’Italia. Mi sentirei portata a condurre un talk show. Non so se è presunzione ma credo di riuscire a tirare fuori delle cose dalla gente».

Si è più parlato dell’Isola dei famosi? Eppure era andato bene con gli ascolti.
«Era andata bene con gli ascolti ma credo che sia un capitolo chiuso».

Lei, i suoi ospiti, come li sceglieva? Diceva, spesso e volentieri, la sua?
«Non potevo scegliere gli ospiti. Era più una cosa loro. Una cosa sulla quale mi sono impuntata era la striscia preserale su Rai due. Perché ho voluto rivoluzionare quella striscia. Quando mi impunto significa che ho ragione».

Ora è in giro per il Bel Paese per parlare delsuo libro. Quale è, secondo lei, l’Italia migliore?
«Quella di chi non gira la testa dall’altra parte di fronte all’ingiustizia. Quella dei volontari. Della gente onesta, che cerca di mandare avanti la carrozza».

Allora, Paragone dice che ai politici vanno fatte sempre le stesse domande,finché non risolvono i problemi. Non è che così si strumentalizza la tv?
«Bisogna inchiodarli. Fargli delle domande scomode. Non in ginocchio, quella delle stesse domande potrebbe essere una ripetizione ma anche una tecnica, perché no. Come vede sono bravissima a rispondere in maniera diversa alle stesse domande…».

Per far vedere altri aspetti.
«Esattamente».