Home » Articoli & News » Vladimir Luxuria, quasi autobiografia

Vladimir Luxuria, quasi autobiografia

Alessandra De Tommasi intervista Luxuria su l’Italia Migliore, durante la presentazione a la Feltrinelli di Roma.
L’intervista è pubblicata su “Leggo” del 17/09/2013

Vladimir Luxuria non fa nomi, ma basta un po’ d’intuito per capire i protagonisti degli altarini de L’Italia migliore.

Ispirazione autobiografica?
Solo quando scriverò di un serial killer la gente finirà di chiedermelo, ma comunque in ogni libro c’è un po’ di me. Qui la protagonista Mari Lupa prova a superare la violenza subita dal padre con rabbia e ribellione. Cerca la popolarità come balsamo per il dolore, ma il successo non è la cura, ma l’effetto. Mi ricorda Amy Winehouse.

Anche per lei è stato così?
Io sono diventata famosa mio malgrado, quando combattevo battaglie in cui nessuno credeva, a partire da quella dell’uguaglianza. Nessuno può escludere un altro dai diritti di cui gode.

Il successo a tutti i costi è un male del nostro tempo?
La precarietà spinge a cercare scorciatoie, a voler diventare eterni col successo.

Presenterà il libro il 27 al Gay Village
Selvaggia Lucarelli proverà a capire a quali conduttrici tivù s’ispirano i vari aneddoti, ma non le darò alcuna conferma.

Il Gay Village proroga di due settimane. La conferma di un successo?
La parola gay vuol dire gaio, felice e il Village coglie nel segno, fa star bene la gente proclamandosi Stato libero e coniugando la cultura – cinema, teatro, musica – con aspetti ludici come la discoteca. Potrei riproporlo in autunno con la stessa formula, che ha portato bene ai giovani talenti saliti sul nostro palco.