Home » Articoli & News » Priebke Mandatelo in Germania

Priebke Mandatelo in Germania

Funerale religioso a Priebke? «Molto più grave la comunione di Bagnasco a Luxuria». Questo il commento del responsabile lefebvriani della Fraternità sociale San Pio X di Albano Laziale. Vladimir Luxuria risponde attraverso un’intervista ad intelligonews.it: «non dimenticare quello che ha fatto questo boia. Credo che dovrebbe ritornare nel suo Paese d’origine: la Germania. E non ci dovrebbero essere dei funerali religiosi».

Questo è l’audio della telefonata tra Radio Capital e il responsabile lefevriano

Questa la prima reazione di Luxuria

Infine Ecco l’intervista di Marta Moriconi per Intelligonews

Vladimir Luxuria, non ci sta ad essere paragonata a Erich Priebke, ex ufficiale delle SS. Lo ha fatto, ieri, il responsabile lefebvriani della Fraternità sociale San Pio X di Albano Laziale che aveva commentato: ”Molto più grave la comunione di Bagnasco a Luxuria”. Attraverso twitter Luxuria aveva mostrato tutto il suo sdegno per il rito funebre da parte dei lefebvriani e per questa infelice frase, ma con lei IntelligoNews ha allargato il discorso…

La polemica sui funerali di Priebke l’ha coinvolta. Per i lefebvriani l’ arcivescovo Angelo Bagnasco, presidente della Cei, dandole la comunione ha fatto di peggio. Ma ha ricevuto anche tanta solidarietà da altri preti. Lei non è critica con tutta la Chiesa?

«Nel 2009 questa corrente era considerata un po’ scismatica, integralista, anche anti-semita, e non era proprio dentro la Chiesa Cattolica. Poi la scomunica è stata revocata nel 2009 da Papa Ratzinger. Si tratta sicuramente di una frangia estremista e quindi, anche rispetto alle ultime aperture dettate da loro questioni, voglio continuare a sperare che l’essere cattolici non significhi usare queste parole. All’interno della Chiesa comunque ci sono voci discordanti e più accoglienti. Papa Francesco parla diversamente».

Lei ha ribadito il diritto di tutti di poter accedere ai sacramenti, ed è la sua opinione, ma i funerali, va detto, non sono un sacramento. Quale potrebbe essere la soluzione in questo caso?

«Sicuramente non far sfilare la bara in città come se dimenticassimo quello che ha fatto questo boia. Credo che dovrebbe ritornare nel suo Paese d’origine: la Germania. E non ci dovrebbero essere dei funerali religiosi».

Ha fatto bene il sindaco di Albano, dunque, ad opporsi con tute le forze?

«Hanno fatto bene Marini e Marino, rispettivamente i sindaci di Albano laziali e di Roma. Non si può avere intorno a questa città una lapide e una tomba del genere. Nonostante tutta la pietas e il rispetto non può diventare meta di pellegrinaggio di teste rasate e vuote».

I crimini nazisti videro numerosi omosessuali internati in campi di concentramento insieme a ebrei, rom, sinti, Jenisch. E’ questo anche che la fa soffrire particolarmente?

«Non bisogna dimenticare e bisogna combattere il negazionismo, cioè coloro che pensano che l’olocausto non sia mai esistito o che qualcuno abbia esagerato. Voglio ricordare che oltre lo sterminio degli ebrei e dei bambini disabili, considerati una macchia per chi sosteneva la superiorità della razza ariana, degli oppositori politici, dei testimoni di Geova, dei rom, ci sono stati anche 15.000 omosessuali. Noi siamo molto sensibili nei confronti di questi rigurgiti nazifascisti».