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Prima di andare a Genova per presentare il mio libro voglio ricordare Don Gallo

Vladi ricorda il prete degli ultimi. Non dimenticherò mai quando disse: «Io questa donna me la sposo!».
La collaborazione con la Comunità di San Benedetto e il nuovo romanzo, L’Italia migliore.
Mercoledì 6 alla Feltrinelli di Genova.

Ecco l’intervista di Chiara Pieri per genova.mentelocale.it

«Ho conosciuto Don Andrea tanti anni fa, in un’occasione mediatica – racconta l’ex parlamentare – Si trattava di un servizio di Giovanni Traversa per la Rai in cui mi avrebbero intervistato sul mio quartiere. Mi dissero che ci sarebbe stato anche un prete. Ero già pronta al confronto, pensando che me ne avrebbe dette chissà quante. Poi ho avuto la fortuna di incontrare Don Gallo con le sue parole di apertura, amore e accoglienza».

Tra Luxuria e Don Gallo è nata un’amicizia duratura, rafforzata anche dal combattere per una causa comune, la difesa dei diritti delle minoranze e in particolare della comunità Lgbt: «Siamo stati insieme al Gay pride di Genova nel 2009, insieme a incontri e dibattiti, con lui si poteva parlare di tutto.Non dimenticherò mai quando al Suq mi ha fatto una sorpresa, è salito sul palco e abbracciandomi ha detto: Io questa donna me la sposo!, sdoganando con poche parole tutti i luoghi comuni, dal celibato ecclesiastico alla transessualità. Don Gallo era eccezionale, era l’unico prete al mondo a essere presidente di un’associazione di trans, l’associazione Princesa».

Per questo anche dopo la morte del Don, Luxuria continua a collaborare con la Comunità di San Benedetto: «Dobbiamo a portare avanti le sue idee con iniziative che possono essere occasione di parlare di temi di inclusione in tutte le sfere della società. Anche in ambito religioso. Per esempio vorrei ribadirel’importanza che tutti possano ricevere sacramenti, indipendentemente dall’identità sessuale. Al funerale di Don Gallo ho voluto fare un gesto forte, prendendo la Comunione da Bagnasco, per dire che questo è un diritto di tutti. E ora sembra che anche Papa Francesco stia iniziando un cammino di incontro reciproco con gay, lesbiche e trans. È il Vangelo di Don Gallo, quello cristiano più autentico. Non a caso il Don aveva visto con piacere l’elezione del nuovo Papa, un pontefice più vicino alla gente».

Durante l’incontro, Luxuria, oltre a parlare di diritti, racconterà anche il suo nuovo romanzo: «Una critica non al tanto al mondo dello spettacolo, quanto all’arrivismo. Viviamo nell’ era della popolarità precaria, in cui le persone vengono illuse. Credono di arrivare in tv e di poter dire di avercela fatta. Invece esiste un sottobosco di spettri, ex reduci di trasmissioni varie che vagano alla ricerca di un successo che non arriverà».

Non a caso l’ex vincitrice dell’Isola dei Famosi ha scelto diambientare il romanzo in una rete televisiva e in un reality show: «Anche se avrei benissimo potuto far svolgere le vicende in una redazione giornalistica. Ho scelto la televisione perché è un meccanismo che conosco. Ma voglio precisare che non è un attacco verso i reality, ma verso la visione del mondo per cui bisogna arrivare per affermarsi».

Tutto si muove intorno alla protagonista Mari Lupa: «Leggendo il libro la si odia per come si comporta, perché ottiene il posto andando a letto con il direttore della rete, perché abusa di cocaina… Continuando a leggere, però, si scopre essere in realtà una persona fragile, che ha subito un grosso trauma infantile. Ferita che alla fine proverà a risolvere tornando a incontrare la madre, l’unica persona in grado, forse, di fare chiarezza su quell’episodio».