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Viva l’Amore

Fonte: Repubblica.it

La prima ‘unione civile’ tra un uomo e una trans. Maurizio e Ulla stanno insieme da 32 anni. Alla festa con gli amici anche Vladimir Luxuria. “Noi siamo persone, né trans né altro: solo persone”.

Alla fine è arrivata anche Vladimir Luxuria, per l’ultimo brindisi da Perico, in via Vallechiara. Proprio lei che aveva conosciuto Maurizio e Ulla qualche settimana prima, alla presentazione del suo libro “L’Italia migliore” alla Feltrinelli. Aveva fatto loro una dedica scherzosa: “Auguri e figli transgender”.   Ha portato fortuna: perché in Corso Torino, Maurizio e Ulla, insieme da 32 anni, si sono “sposati”. O meglio, si sono iscritti al registro delle unioni civili istituito dal Comune di Genova: ed è la prima volta che accade tra un uomo e una persona transessuale. “La firma è stato il momento più emozionante  –  racconta Maurizio, davanti alla torta a tre piani, panna e frutta  –  la Ulla è una persona stupenda. Una persona, capito? Non voglio altre etichette”.  Si sono conosciuti una vita fa, Maurizio e la Ulla. “Io avevo 24 anni, lui 30, fai un po’ il calcolo!  –  scherza lei, pantaloni neri e maglione crema, “non volevamo metterci in tiro, abbiamo fatto una cosa semplice”. A festeggiare a tavola, erano una quarantina di persone: la Comunità di San Benedetto al Porto, le princese del Ghetto. “Ulla aveva parlato di questo suo desiderio con don Gallo  –  ricorda Domenico Chionetti di San Benedetto  –  lui l’aveva incoraggiata, anche se all’epoca non c’era il registro delle unioni civili. Era ancora solo un sogno”.  Però il sogno si è realizzato, senza retorica perché “non è una goliardata”, sottolinea Ulla: “Ora se per esempio uno dei due va in ospedale, l’altro può assisterlo. Insomma, potremo stare sereni fino alla fine dei nostri giorni”. “E pensare che per chiederle di uscire mi sono dovuto mettere in ginocchio, trent’anni fa  –  sorride Maurizio  –  lei non si fidava, diceva che ero birichino. Beh, mi pare di averle dimostrato il contrario”.   E’ arrivato il momento di tagliare la torta: i due omini di plastica sulla glassa sono un uomo e una donna. “Chi se ne frega: noi siamo persone, né trans né altro: solo persone”, dice Maurizio.