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Vladi contro Vladimir

Vladimir Luxuria contro Vladimir Putin: “In Russia caccia ai gay nelle strade. Letta e Bonino, che delusione!

L’Articolo dell’HuffPost »

Il vertice tra Vladimir Putin e Enrico Letta deve ancora cominciare, il presidente russo sta arrivando a Trieste da Roma con molte ore di ritardo. “Nemmeno fosse Valeria Marini”, scherza Vladimir Luxuria al termine della mobilitazione che ha portato le associazioni gay in piazza Ponterosso per protestare contro il pesante clima di omofobia in Russia.

Un sorriso, e poi Luxuria torna seria: “Naturalmente a questo vertice bilaterale i diritti umani verranno ancora una volta calpestati dalle ragioni economiche”. E la delusione è rivolta soprattutto al governo italiano: “L’Italia per fortuna sta cominciando a capire che l’omofobia è una questione grave, ma a livello legislativo siamo fermi da decenni”.

E la ragion di Stato, ripete, prevarrà anche durante il colloquio con Putin: “Siamo molto preoccupati. In Russia esiste una omofobia istituzionale rappresentata dalla legge che punisce la propaganda delle relazioni omosessuali. Ma c’è anche una caccia al gay nelle strade, dove militanti della destra estrema catturano e torturano gli omosessuali per poi mostrare al mondo questi orribili filmati con la complicità delle forze dell’ordine”.

Per questo motivo “molti gay italiani hanno smesso di andare in vacanza in Russia” per il timore di arresti e persecuzioni. L’accenno all’aspetto turistico non è casuale: in occasione del vertice bilaterale il governo russo e il governo italiano firmeranno anche accordi che riguardano il turismo.

“Chiediamo a Letta di vigilare sulle garanzie contenute nei documenti che sanciscono partecipazioni russe in Italia”, continua Luxuria che dal palco ha provocatoriamente ripreso una frase pronunciata proprio da Vladimir Putin nelle scorse settimane: “Berlusconi, ascolta il tuo amico Putin: diventa gay così sfuggirai alla magistratura”.

Sempre durante la mobilitazione gli attivisti hanno ricordato Rudolf Nureyev e Pëtr Il’i? ?ajkovskij, entrambi omosessuali. A proposito di quest’ultimo, però, il ministro della Cultura russo Vladimir Medinsky ha recentemente negato che il compositore fosse omosessuale mentre un film sulla sua vita ha sorvolato completamente questo dettaglio della sua sessualità.

“Purtroppo Putin ha una visione distorta dell’omosessualità. Pensa che la mascolinità sia dimostrabile unicamente con la cintura nera di karate”, ha commentato Luxuria che nel 2007 prese parte al Pride di Mosca, poi cancellato per i disordini provocati dai militanti dell’ultradestra e dagli ultraortodossi. In quell’occasione l’ex parlamentare di Rifondazione Comunista venne fermata dalla polizia russa insieme con Marco Cappato e Ottavio Marzocchi dei radicali.

“Noi siamo qui per ricordare il vento omofobo che viene dall’Est. Non soltanto in Russia ma anche in Ungheria, dove la destra è radicale; in Serbia dove i Pride sono vietati come in Russia e in Croazia, dove domenica si terrà un referendum per rendere incostituzionale il matrimonio tra persone dello stesso sesso”. Tuttavia Vladimir Luxuria pensa che boicottare le olimpiadi invernali di Sochi, che si terranno il prossimo febbraio, sarebbe sbagliato: “Sarà un momento importante per manifestare la nostra opposizione alla legge omofoba russa, e credo che molti atleti faranno sentire la propria voce”.

Sul vertice odierno, conclude Luxuria, “speriamo davvero che Letta dirà qualcosa ma le speranze sono ridotte al lumicino. Si vede che il tema non gli interessa, ha anche evitato di nominare un nuovo ministro per le Pari Opportunità dopo le dimissioni di Josefa Idem. Delusa anche da Emma Bonino. Si vede che quando qualcuno arriva in alto nelle istituzioni poi dimentica le sue antiche battaglie”.