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Ad Andrea

Sorellina stanca,
che risalivi lungo il sentiero tortuoso della tua vita zoppicando.

Sorellina fragile,
senza lustrini né paillettes,
solo con due elastici ai codini perché non hai mai smesso di essere bambina.

Sorellina ottimista,
tu che riuscivi a credere che esiste ancora un cuore d’oro che non si fonde
dentro il magma infernale di una terra crudele.

Sorellina romantica,
che nonostante le botte e gli insulti
hai continuato a sognare il tuo principe azzurro.

Come mai riusciremo a farci perdonare,
noi che abbiamo voltato la testa dall’altra parte
vedendoti smarrita tra moltitudini di persone in arrivo e in partenza
come una bimba che ha perso i genitori.

Come mai riusciremo a farti sorridere di nuovo,
noi che abbiamo giudicato, deriso, allontanato…
noi che ti abbiamo abbandonata e calpestata come i mozziconi che raccoglievi.

Sorellina impaurita,
colpita dall’odio degli adulti rabbiosi
e lasciata lungo i binari di una stazione
da dove la tua anima in viaggio ci implora di pregare per lei
per trovare finalmente un amore, meno distratto di questo mondo.

Vladimir Luxuria