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Diritti gay non escludono politiche per la famiglia

Vladi intervistata da Intelligonews sul dibattito scaturito dalle aperture di Renzi al matrimonio omosessuale.  «In Germania, Francia e Inghilterra, dove ci sono tutele per le coppie omosessuali, si hanno politiche per la famiglia decisamente migliori di quelle italiane. Sia chiaro che una cosa non esclude l’altra…»

«In Germania, Francia e Inghilterra, dove ci sono tutele per le coppie omosessuali, si hanno politiche per la famiglia decisamente migliori di quelle italiane. Sia chiaro che una cosa non esclude l’altra…». Così Vladimir Luxuria su IntelligoNews, nel commentare a caldo l’apertura del viceministro Guerra sulle unioni omosessuali.
Poi l’attacco al Premier: «Con Letta sembrava che gay e lesbiche non esistessero più in questo Paese, almeno Renzi ha riproposto l’argomento».
Quindi l’affondo di Luxuria è sul Nuovo Centrodestra: «Sicuramente non si può trovare un accordo con Alfano, o con chi, come Giovanardì, nega l’omofobia perché lui stesso omofobo».

Come giudica le parole di chiara apertura sulle unioni omosessuali del viceministro Guerra ?

«Almeno il fatto che si sia tornati a parlare dopo un lungo periodo di silenzio assordante dei temi delle coppie conviventi omosessuali, che continuano ad aumentare in Italia, è positivo».

Il punto non è però la quantità, anche se fossero pochi voi comunque ponete l’accento sui diritti civili, o sbaglio?

«Certamente. Si è parlato tanto di spread, ma c’è uno spread che riguarda i valori dell’uguaglianza.
Tutti i Paesi dell’UE hanno legiferato su questi temi, e l’Italia no. Siamo stanchi di doverci vergognare di essere italiani quando siamo all’estero sui temi legati ai diritti civili».

Tornando al viceministro, che ha anche la delega alle Pari opportunità, che peso specifico dà alle sue parole? 

«Vogliono significare che questo Governo delle cosiddette larghe intese non ha più ragione di esistere, perché non è sicuramente con Alfano o Giovanardi che si può fare un accordo credibile su simili questioni…».

Lei parlerebbe con Matteo Renzi di questi temi, è lui la persona che può portare a quella svolta che, stando alle sue parole, si attende da tanto tempo, o si dovrebbe dare voce al popolo sovrano?

«Io non credo nei referendum, e ritengo che debba occuparsene il Parlamento.
Nello specifico solo un’alleanza Pd, Sel e M5S e qualcuno illuminato della destra può portare a un risultato.
Importante è però capire qual è la proposta: il mio punto di arrivo è l’uguaglianza totale, quello che si è ottenuto in Francia, negli Stati Uniti, in Argentina, ovvero il matrimonio per tutti.
Sicuramente è positivo il fatto che sia stato Renzi a riproporre il tema delle unioni civili, perché veramente sembrava che con Letta gay e lesbiche non esistessero più in questo Paese».

Sabato a Roma una manifestazione in difesa della famiglia, e in particolare contro il Ddl Scalfarotto perché “nel Paese non esiste un clima omofobico”. Ha senso parlare di clima quando si parla di diritti, e se sì perchè?

«Quando tu sei omofobo, è difficile riconoscere l’omofobia esterna: è chiaro che uno come Giovanardi dirà che non esiste l’omofobia, essendo lui stesso omofobo.
Una legge sull’omofobia cerca semplicemente di contrastare l’aggressione fisica e verbale nei confronti dei gay, ponendo un aggravante come già previsto nella Legge Mancino per i crimini di odio motivati da particolari ragioni».

Quindi, parafrasando la precedente domanda, sarebbe come dire che non serve una legge contro gli omicidi perché non c’è un clima di terrorismo in Italia?

«Esattamente, o come dire non facciamo una norma contro il femminicidio perché tutti gli uomini in Italia rispettano le donne».

A chi dice che c’è ben altro di cui occuparsi, come risponde?

«Sono anni che ci ripetono che la priorità è l’economia, che c’è altro a cui pensare, e via dicendo. Vista la disoccupazione giovanile al 42%, forse avrebbero fatto meglio ad occuparsi meno di economia e più di diritti civili.
Chiaramente è solo un pretesto, anche perché voglio davvero ricordare che in nazioni come la Germania, la Francia e l’Inghilterra, dove ci sono tutele per le coppie omosessuali, si hanno politiche per la famiglia decisamente migliori di quelle italiane.
Quindi sia chiaro che una cosa che una cosa non esclude l’altra…».

E sulle adozioni?

«Credo fermamente che un bambino abbia bisogno di cure e di amore.
Hanno diritto a qualcuno che gli canti una ninna nanna, che gli dia un libro per studiare, che gli compri una medicina.
Non c’è un patentino per poter fare o meno queste cose, altrimenti dovrei pensare che certi disturbi o atteggiamenti dei ragazzi siano colpa dell’orientamento sessuale dei loro genitori.
Dato che così non è, inviterei le persone a valutare con coscienza la questione».