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L’Italia Migliore

L'Italia Migliore - un Romanzo di Vladimir LuxuriaL’Italia Migliore

un Romanzo di Vladimir Luxuria

Edizioni Bompiani – Collana Narratori Italiani
Pagine 280, Prezzo € 16,00 -Acquista Online

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L’Italia Migliore

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Camilla vive in un paese di provincia. Una vita tranquilla: marito, figlio e vecchia madre malata di Alzheimer. Marianna è tutt’altro: una nota conduttrice tv, che si fa di coca e ha ottenuto il programma L’Italia migliore andando a letto con il disgustoso direttore di Italia tv, una immaginaria rete privata. In sei puntate verranno presentati altrettanti personaggi che hanno compiuto atti di eroismo. Gli ascoltatori eleggeranno con il televoto il vincitore, e questi otterrà un premio in denaro. Ma i concorrenti sono davvero degli eroi votati all’accoglimento degli altri? E Marianna è proprio  solo una star tutta bizze e tic nervosi? Forse no. Forse la falsa cartomante che a Roma l’ha convinta a tornare al paese per un incontro con l’anziana madre malata non aveva torto, era uno strumento di un destino bizzarro ma necessario.

C’è un dramma alle spalle di Marianna, e molti sono i colpevoli nella sua famiglia. Tornare a casa significherà confrontarsi con gli attori di quel dramma, con se stessa, con una vita che reclama un senso finale.

Vladimir Luxuria sa parlare con semplicità e forza del dolore e della violenza, in un libro in cui la critica corrosiva ai vizi della società dello spettacolo si salda alla rappresentazione cristallina della femminilità violata del suo personaggio più riuscito.

Hai già letto L’Italia Migliore?

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8 Commenti a “L’Italia Migliore”

  1. VLADIMIR LUXURIA; nel suo romanzo L’ITALIA MIGLIORE LA DESCRIZIONE DI UN PAESE CINICO E BARO
    Nel suo nuovissimo romanzo “L’Italia Migliore” Vladimir Luxuria con la sua metafora della televisione dei “reality show” cinici e bari, vuole descrivere con ironia e un tocco di divertita perfidia i difetti di alcuni arrampicatori sociali, che usano (ad esempio) la televisione per riempire i propri vuoti.
    La tv è quindi vista come un mondo fatuo, instabile, all’interno del quale i conduttori, ma soprattutto le conduttrici sono dei miracolati, grazie a funzionari -dirigenti compiacenti che però, una volta defenestrati o estromessi dalle logiche dei “poteri superiori”, causano di rimbalzo la caduta delle “stelline” che hanno lanciato e accreditato nonostante fossero prive di talento.
    Mari Lupa, la protagonista è in realtà Marianna Battiston, che fugge da una famiglia “normale” composta da una sorella conformista, da una madre affetta da Alzheimer e da un padre ormai lontano- perché morto da tempo- sulla cui memoria pende la colpa dell’incesto.
    La rappresentazione del reality “L’Italia migliore” è quella di uno spettacolo cinico, sotto il finto profilo edificante.
    Trattasi di sette puntate di novanta minuti l’una, al martedì sera, presso una televisione “inventata”, ma simile a quella generalista ,che esaltano le buone azioni compiute da sei sconosciuti protagonisti, così come lo champagne esalta gli effetti della cocaina della quale Mari Lupa è ormai schiava.
    Gli spettatori , col “televoto” assieme a dei cinici giudici decideranno il vincitore di 500 mila euro .Costui sarà “Il Miglioretra i Migliori”.
    E così Incoronata Russo avrà come codice voto lo 01 per aver dato degna sepoltura coi suoi risparmi di una vita a uno sconosciuto polacco morto in circostanze drammatiche. Mentre la badante moldava che a Venezia ha salvato il vecchio affidatole avrà il numero 02. C’è anche una morta in gara: Caterina, che è perita tragicamente per aiutare la figlia Filomena, handicappata, scampata miracolosamente a un incendio.
    Quindi due uomini e persino un cane, ovvero un pastore tedesco (Zeus) membro a quattro zampe del soccorso alpino.
    Vladimir Luxuria ha composto un libro lucido e severo nel giudicare gli eccessi della nostra società, che spesso hanno origine, come si diceva, da drammi familiari o dalle insoddisfazioni di chi è vissuto nella provincia più profonda e vuole diventare improvvisamente “qualcuno”.
    I giovani che non aiutano la protagonista mentre sta avendo un infarto (per avere assunto troppa cocaina) ma piuttosto preferiscono fotografarsi con lei durante la sua agonia con la bava alla bocca, sono la rappresentazione di quello che la tv-ma anche i social network- hanno generato, creando una realtà parallela che ha reso la coscienza sorda al dolore altrui, ma anche a forme di solidarietà anche minime nei confronti del prossimo. Questa insensibilità è alla base di tutto il lungo racconto ; di contrasto Vladimir Luxuria ha rivelato grande sensibilità rendendo partecipi i suoi lettori di una deriva forse rimediabile se ci si responsabilizza tutti, impegnandosi in prima persona, rifiutando modelli scadenti e lontani dalla realtà vera . E facendo in modo di aprire il proprio cuore a una maggiore umanità verso gli altri, così che ciò possa salvaguardarci soprattutto da noi stessi o dalla cecità che certe influenze negative, mediatiche e non, causano negli individui…

  2. Ho appena letto “L’Italia migliore” e mi è piaciuto moltissimo. L’ho trovato divertente e malinconico, scorrevole da leggere e ben scritto!! Anche questa volta,come le altre, non mi hai deluso… brava!!

  3. Ho letto il tuo romanzo “L’Italia Migliore”, mi è piaciuto molto, soprattutto nella qualità di scorrevolezza del pensiero e nelle dettagliate ed originali descrizioni che in svariati casi mi hanno fatto sorridere… tra queste la “rugiadosa bottiglia di champagne” tra le prime che mi ha fatto divertire, per esempio. La tua originalità colpisce e rimane.

  4. Come ho già avuto modo di dire in occasione della presentazione che si è tenuta poche ora fa nella libreria meneghina di piazza Piemonte, lei, signora Guadagno, è una degna rappresentante dell’ITALIA MIGLIORE, un fiore all’occhiello del nostro paese in totale decadimento psico-fisico, un motivo di orgoglio, una delle ultime ragioni per cui andare fieri di essere italiani. Non ho ancora ultimato la lettura del Suo romanzo, sono solo a metà, e Le riscriverò una volta ultimatane la lettura. Ad ogni modo la Sua prosa è sempre delicata, incisiva e soprattutto alla portata di tutti. Un eloquio leggero e carezzevole ma MAI superficiale. I miei complimenti. Marco

  5. Del tuo romanzo mi son piaciute diverse cose. Se volevi rappresentare quanto fa schifo il mondo della TV, e un po’ anche il mondo in generale, ci sei riuscita alla grande, ma a parte questo sei andata a cogliere anche degli aspetti più delicati quale può essere la malattia della madre di Marianna, da quelle prime pagine in cui appare per la prima volta seduta a fissare Camilla che dorme, o quando a tavola se la fa addosso, o ancora quando per la prima volta si manifesta l’alzheimer a teatro, insomma tutte le volte che parli di lei e della sua malattia lo fai con delicatezza, cogliendone molteplici aspetti e sfumature, ma quando mi hai fatto letteralmente venir su i brividi per la schiena è quando descrivi il funerale di Marianna, che si scoprirà qualche pagina dopo essere un sogno, e la donna si avvicina alla bara sussurrando ‘ “Marianna… Marianna… figlia mia… te lo avevo detto che la grande città era pericolosa!”.

    Il collasso sulla panchina è un pezzo pulp notevole, e l’ultimo capitolo senonchè la conclusione dello stesso è il tripudio dello schifo televisivo.

    Ora non ho altro che augurarti che il libro vada bene quanto merita e da augurarmi che il mio ti piaccia almeno quanto il tuo è piaciuto a me ;)

  6. Come promesso rieccomi a scriverLe a lettura ultimata. E’ un libro profondo e toccante che insegna che nulla è come sembra, come appare. Non bisogna fermarsi alla copertina. Come dice una famosa cantante di nome Dolly Parton “I’ve always been misunderstood because of how I look, don’t judje me by the cover, but please read the whole book”…complimenti vivissimi ancora per la delicatezza della Sua prosa. E’ un romanzo assai diverso dal Suo precedente, ma egualmente coinvolgente. La abbraccio forte, Marco. Ne consiglierò la lettura a tante persone.

  7. Ho finito di leggere la tua ultima fatica e manco questa volta ti sei smentita. Tu sei il chirurgo che affonda il bisturi nelle piaghe della nostra società alla deriva.Non hai tralasciato nulla, a cominciare dall’arrivismo egoistico che spinge a calpestare tutto e tutti, ricordi e valori pur di emergere, alle luci della ribalta che si mangiano come belve i personaggi luccicanti di fuori e poverissimi nell’anima, alla violenza in famiglia sui minori che purtroppo si perpetua in continuazione e c’è chi vede ma non vuol sapere,( …io nulla vidi… io nulla seppi…), alla droga. Insomma hai fotografato lucidamente il nostro vivere e mi hai lasciata con l’amaro in bocca. Inutile che mi sprechi a dirti “BRAVA!” mi potresti solo rispondere: _ Si’, lo so!- e faresti bene. Dai, scrivi ancora che ti leggerei con tanto piacere.

  8. Ciao Vlady ho divorato il tuo romanzo in mezza giornata! Grazie perché mi sono emozionato e arricchito di tanti spunti di riflessione!

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