Vladimir Luxuria » candelora http://www.vladimirluxuria.it Il sito ufficiale di Vladimir Luxuria Tue, 17 Jun 2014 11:35:39 +0000 it-IT hourly 1 Luxuria alla Candelora con una lettera per Papa Francesco http://www.vladimirluxuria.it/2014/01/luxuria-alla-candelora-con-una-lettera-per-papa-francesco/ http://www.vladimirluxuria.it/2014/01/luxuria-alla-candelora-con-una-lettera-per-papa-francesco/#comments Wed, 29 Jan 2014 00:44:30 +0000 http://www.vladimirluxuria.it/?p=8862 Anche quest'anno, la mattina del 2 febbraio, sarò al Santuario di Montevergine (AV) per la Candelora. Nell'occasione spedirò una lettera a Papa Francesco per chiedere un incontro.

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Anche quest’anno, la mattina del 2 febbraio, sarò al Santuario di Montevergine (AV) per la Candelora.
Nell’occasione spedirò una lettera a Papa Francesco per chiedere un incontro.

Questo il testo della lettera (che nell’originale è scritta a mano).

Sua Santità,

Le scriviamo dal Santuario di Montevergine (Av) dove è custodita l’icona bizantina della Madonna, affettuosamente chiamata dai fedeli Mamma Schiavona, a cui da secoli la comunità transgender è devota, considerandola come Madre protettrice di tutte e tutti, senza esclusioni dovute per identità di genere o per orientamento sessuale.

Tale devozione, dicono gli storici, affonda le proprie radici nell’antichità precristiana, ma le fonti testimoniano della presenza di “femminielli” a Montevergine fin dalla fondazione del Santuario e, in particolare, durante l’incendio del 1629, quando, il mattino successivo alla disgrazia, i monaci benedettini rinvennero nell’Ospizio del Monastero, i corpi senza vita di diversi uomini in abiti femminili.

Tutti gli anni, il 2 febbraio, in occasione delle celebrazioni della Candelora, la comunità cattolica e le persone omosessuali e transessuali della Campania e non solo si reca al Santuario di Montevergine per affidare le proprie preghiere alla Madonna Schiavona, nel rispetto della sacralità del luogo che ci ospita, ma senza rinunciare a quelle forme della devozione popolare che vogliono che alla Madonna si rivolgano suppliche in canti, accompagnati dal ritmo delle tammorre suonate dai fedeli.

Questa comunità di devoti ha sempre espresso il desiderio di non sentirsi esclusa dalla comunità cattolica, senza che la propria identità genere o il proprio orientamento sessuale vengano considerati come un ostacolo spirituale, un diniego al diritto alla fede che dovrebbe essere garantito a tutte e tutti.

Abbiamo apprezzato molto le Sue dichiarazioni, che ci sembra segnino un cambiamento storico nel linguaggio utilizzato nei nostri confronti. Affermazioni come “Chi sono io per giudicare un gay” o “le persone che si sono allontanate dalla chiesa sono da considerarsi dei feriti sociali” sono per noi segnali di una Chiesa che vuole aprirsi e accogliere.

È nostro auspicio che al più presto la nostra comunità possa avere il piacere di un incontro e di un dialogo con Sua Santità, per ascoltare la voce di coloro che, per tanto tempo, si sono sentiti “ultimi”.

Fiduciose di una risposta, affidiamo le nostre preghiere alla Madonna Schiavona, “La mamma di tutti e tutte”.

On. Vladimir Luxuria a nome della rete per la Candelora Lgbt

Questi gli Appuntamenti in programma per la Candelora 2014,
che si terrà ad Avellino il 1 e 2 febbraio

1 FEBBRAIO

ORE 11.30 Presentazione del libro “L’Italia Migliore” ed incontro con gli studenti dell’istituto d’arte e liceo d’arte “De Luca”
indirizzo: via Tuoro Cappuccini 65/67, 83100 Avellino (mappa)

ORE 16 Incontro con la comunità alloggio “I Terribili” casa famiglia
indirizzo: via Selvatico, 31 83050, S. Potito Ultra (AV) (mappa)

2 FEBBRAIO

ORE 09 Partecipazione alla giornata della candelora a Montevergine (AV)

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Le tradizioni, la Campania, i femminielli http://www.vladimirluxuria.it/2012/07/le-tradizioni-la-campania-i-femminielli/ http://www.vladimirluxuria.it/2012/07/le-tradizioni-la-campania-i-femminielli/#comments Tue, 03 Jul 2012 09:33:35 +0000 http://www.vladimirluxuria.it/?p=6544 In un video pubblicato su la Repubblica si compie un piccolo viaggio nel mondo delle tradizioni della Campania, per alcuni oramai scomparse per altri ancora vive. Le riflessioni di studiosi, musicisti e personaggi della cultura popolare, la testimonianza di Vladimir Luxuria, madrina della 'juta dei femmenielli' al Santuario di Montevergine (AV)

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In un video pubblicato su Repubblica.it si compie un piccolo viaggio nel mondo delle tradizioni della Campania, per alcuni oramai scomparse per altri ancora vive. Le riflessioni di studiosi, musicisti e personaggi della cultura popolare, la testimonianza di Vladimir Luxuria, madrina della ‘juta dei femmenielli’, che si svolge ogni anno il giorno della Candelora al Santuario di Montevergine (AV)

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Luxuria a Forza Nuova: “Vadano a mangiare una pizza” http://www.vladimirluxuria.it/2011/02/luxuria-a-forza-nuova-vadano-a-mangiare-una-pizza/ http://www.vladimirluxuria.it/2011/02/luxuria-a-forza-nuova-vadano-a-mangiare-una-pizza/#comments Wed, 02 Feb 2011 10:44:30 +0000 http://www.vladimirluxuria.it/?p=4436 Avellino – “A chi mi scrive ‘vergogna’ io rispondo che deve vergognarsi chi nel 2011 non è ancora pronto per il dialogo e il dibattito". Così Vladimir Luxuria commenta all'AdnKronos il volantinaggio contro di lei alla vigilia della sua partecipazione al Candelora Day presso il Santuario di Montevergine ad Avellino.

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Avellino – “A chi mi scrive ‘vergogna’ io rispondo che deve vergognarsi chi nel 2011 non è ancora pronto per il dialogo e il dibattito“. Così Vladimir Luxuria commenta all’AdnKronos il volantinaggio contro di lei alla vigilia della sua partecipazione al Candelora Day presso il Santuario di Montevergine ad Avellino.

Sono 10 anni che sono sempre presente lì e ci sarò. Chi scrive queste cose lo fa da anni – racconta Luxuria – sono per loro una sorta di ossessione, annunciano manifestazioni che poi non fanno, cercano di coinvolgere la popolazione che li ignora. Vadano a mangiare una pizza…“.

Nel pomeriggio l’ex parlamentare ha poi fatto tappa ad Avellino presso la sede della Cgil di via Manna dove è stata inaugurata la sezione di Iken Avellino. Qui Luxuria ai giornalisti ha detto: “Faccio mio lo slogan di Forza Nuova, ‘Senza Vergogna’. Sono gli altri infatti che dovrebbero vergognarsi, quelli che vogliono intimidirem quelli vogliono far Pensare che delle persone, solo per il loro orientamento sessuale, siano incompatibili con la fede. Ebbene, queste persone dovrebbero vergognarsi. La Candelora è un evento religioso, infatti non ci saranno nè bandiere nè slogan da gay pride ma solo la richiesta che il diritto alla fede sia inalienabile per tutti“.

fonte: irpiniaoggi.it

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Le favole di Luxuria secondo Saveriano http://www.vladimirluxuria.it/2011/01/le-favole-di-luxuria-secondo-saveriano/ http://www.vladimirluxuria.it/2011/01/le-favole-di-luxuria-secondo-saveriano/#comments Mon, 31 Jan 2011 19:52:13 +0000 http://www.vladimirluxuria.it/?p=4423 Avellino - Uno spettacolo che miscela sapientemente la danza con la parola, passando per il gioco e la fantasia, balsamo di ogni amarezza, e per la riflessione tout court sui temi caldi della nostra attualità per raccontare "Quelle Favole non dette" di Vladimir Luxuria secondo Massimo Saveriano.

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Un articolo di Simonetta Ieppariello,
fonte: ottopagine.net

Martedì ad Avellino: Uno spettacolo che miscela sapientemente la danza con la parola, passando per il gioco e la fantasia, balsamo di ogni amarezza, e per la riflessione tout court sui temi caldi della nostra attualità per raccontare “Quelle Favole non dette” di Vladimir Luxuria secondo Massimo Saveriano.

Questo e tanto altro nello spettacolo di Saveriano, inserito nella programmazione degli appuntamenti della Candelora 2011.
La location sarà quella dello Onsite Design di via Brigata Ad Avellino, martedì alle 19. Special guest dell’evento proprio l’ex deputato del Rifondazione Comunista e ormai acclamato testimonial del Femminiello Pride, Luxuria.

Tra magia e sogno, pregiudizio, amore e indifferenza, Saveriano dedica questo spettacolo agli uomini e alle donne di oggi sulle tracce di un dibattito attuale e importante sui diritti delle persone omosessuali.
Una performance intelligente, per combattere il terrorismo culturale e sociale che spesso si fa e fiorisce attorno ai temi della diversità.
Il viatico di comunicazione scelto diventa la favola, mezzo rassicurante e semplice, per arrivare diretti a cuori e coscienze delle persone, tra favola e pregiudizio, amore e indifferenza, per raccontare a tutti il mistero dell’essere umano.

Questa è la storia di un istrionico artista irpino, Saveriano, che da venti anni con tutta la ricchezza che solo gli uomini d’arte sanno avere, è in grado di cambiare pelle e trasformasi per portare in scena nuovi linguaggi di arte e cultura.
«Per tanti anni ho vissuto a Roma per poi tornare nella mia Irpinia – spiega – sono convinto che qualcosa stia cambiando».

L’istrionico Massimo Savariano questa volta “ci prova” con Luxuria e lo fa con tutto l’incanto e la magia che solo le sue performance sanno infondere e regalare. «Insceneremo una delle sei favole del libro “La donna uomo” – spiega -. Un racconto speciale interamente dedicato al tema dell’importanza della libertà, nel senso autentico del termine». In molti lo ricorderanno quando riuscì a trasformare una porzione di Castellarte, qualche anno fa, nella Baraonda House, al tempo della migliore musica anni Ottanta, con trucchi e parrucchi che trasportarono i visitatori in una mini Cinecittà, proprio alle pendici del Partenio.

Nello spettacolo di martedì la musica sarà il trait union, sulle note di Mozart, la voce della Callas. La voce narrante sarà quella di Francesca Battista mentre i passi danzati saranno curati da tre ballerine, della Compagnia della Danza diretta da Melania Aeropagita, Salia Chiusano, Valeria Lanzara e Martina Serino.
«Il significato profondo della Candelora è questo – spiega – rispetto per tutti, ma soprattutto pace e amore. Ho partecipato al Pride napoletano. Conosco tante persone omosessuali in Irpinia. Il problema è proprio quello di non riuscire ad uscire alla luce del sole. I tempi ormai sono maturi, ma alcune coscienze, ahimè, ancora no. Anche per questo credo che la presenza di Luxuria a Montevergine sia strategica. Le persone famose, politicamente e socialmente impegnate fanno bene e danno luce e visibilità alla battaglia per i diritti».

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Candelora, da Cibele a Luxuria, un viaggio di millenni dentro se stessi http://www.vladimirluxuria.it/2011/01/candelora-da-cibele-a-luxuria-un-viaggio-di-millenni-dentro-se-stessi/ http://www.vladimirluxuria.it/2011/01/candelora-da-cibele-a-luxuria-un-viaggio-di-millenni-dentro-se-stessi/#comments Mon, 31 Jan 2011 19:43:40 +0000 http://www.vladimirluxuria.it/?p=4419 Visto che è in arrivo la Candelora vi segnalo questo bellissimo articolo dell'anno scorso scritto da Margherita Ranaldo, direttore della testata studentesca on line degli studenti dell'Università "L'Orientale" di Napoli "Il Levante"

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Un articolo di Margherita Ranaldo,
foto di Maddalena Tartaro
Fonte:  levanteonline.net

Oggi è il giorno della Candelora, il giorno in cui da secoli, da tutta la Campania e non solo, i fedeli arrivano a Montevergine per rendere onore alla Madonna. Madonna nera quella di Montevergine, in Irpinia, cui è consacrato il Santuario più importante della nostra regione e probabilmente del Mezzogiorno. Arriviamo, anche noi giovani giornalisti che molto poco sappiamo di ritualità e tradizioni, di oggi come del passato più remoto. E arriviamo ognuno, forse, con la sua confusa idea in testa di cosa avrebbe trovato lì a milleduecentosettanta metri di altezza.

Si prende la funicolare, fra le più ripide e veloci d’Europa, per qualcuno, in preda alle vertigini, salirci è già un atto di devozione, probabilmente, più della salita a piedi, lungo scoscesi sentieri che nonostante la neve, anche oggi, hanno visto pellegrini arrampicarsi faticosamente alla propria fede, per arrivare a rivolgere la loro preghiera alla Mamma di Montevergine.

E perché avere idee confuse riguardo a un pellegrinaggio? Cosa c’è da immaginare se non commossa devozione e sentite preghiere? La Candelora non è una festività cattolica come le altre, è il giorno in cui la ritualità vede partecipi e anzi protagonisti, e’ femminielli, che da Napoli, ogni anno da tempo immemorabile, salgono dalla Mamma Schiavona e Le rivolgono le loro più intime, e colorate insieme, preghiere. Ecco perché, oggi, siamo venuti a vedere con i nostri occhi cosa significhi la rituale Juta dei femminielli e perché da qualche anno a questa parte la cosa abbia assunto rilevanza nazionale.

«Dal 2002 tutti gli anni io vengo a Montevergine. Ormai è un appuntamento annuale, incontro le mie amiche, con le quali entriamo dentro, assolutamente in maniera rispettosa della chiesa, guardiamo dritto negli occhi della Madonna, la Madonna guarda dentro di noi, dentro il nostro cuore, non si interessa dell’involucro che lo contiene e sono sicura che le nostre preghiere vengano ascoltate» ecco le parole con le quali Vladimir Luxuria spiega a una giornalista di Repubblica, la sua presenza anche quest’anno al pellegrinaggio della Candelora. Non è venuta a parlare di politica Luxuria – che non risponde alla domanda sulla impasse del candidato campano alle regionali – questo è solo il suo omaggio alla Madonna che, come la leggenda medioevale narra, commossa dall’amore di due omosessuali, condannati dalla comunità a morire di freddo o sbranati dai lupi, ridotti in catene sulla sommità del Monte Partenio, a Lei sacro, li salvò, concedendo loro di sopravvivere e testimoniare la forza del Bene.

Ecco, allora, che quella da molti paventata come presenza chiassosa e mediatica, tanto da invocarne mezzo stampa la sobrietà, è stata solo discreta testimonianza di fede, della spiritualità cui ognuno ha diritto. Luxuria ha infatti ribadito che quest’anno più che mai è doveroso rivendicare diritti che sono fondamentali per ogni essere umano: «il diritto alla fede, il diritto ai sacramenti, il diritto di essere considerate e accolte dalle istituzioni religiose, per chi ci crede, e dalle istituzioni laiche da un punto di vista legislativo».

Dunque un pellegrinaggio, niente di più. Un pellegrinaggio che mai aveva fatto notizia fino al 2002 quando l’abate di Montevergine, monsignor Tarcisio Nazzaro, tuonò dall’altare contro i femminielli, venuti come ogni anno ad onorare la Mamma Schiavona, dicendo che le loro chiassose preghiere non erano gradite alla Madonna e che essi erano come i mercanti del Tempio prima che Gesù li scacciasse, scacciandoli a sua volta tutti dalla chiesa.

Da allora, la Juta è diventata un’ulteriore simbolo dell’orgoglio gay e della necessità di affermare diritti come la libertà, il lavoro, la legalità che quest’anno erano al centro del dibattito – organizzato dall’associazione per i diritti gay napoletana I-ken – con il quale la lunga giornata si è chiusa. Libertà, lavoro, legalità, diritti che ormai vacillano un po’ per tutti in Italia, diritti fondamentali e neutri, dai quali però direttamente derivano quelli che nel nostro Paese non sono ritenuti altrettanto fondamentali: il diritto al riconoscimento giuridico della propria condizione sociale e sessuale, il diritto a vivere liberi dall’omofobia, il diritto di poter assistere i propri compagni nel momento della sofferenza, il diritto a non essere discriminati.

Ed è sempre più importante rivendicarli, perché come ha risposto Carlo Cremona – presidente di I-Ken, e tra i promotori della Juta – a una domanda sulla tradizionale tolleranza rispetto al “diverso” di cui Napoli – che in giugno ospiterà il gay pride nazionale – in qualche modo va da sempre orgogliosa, «è bene smentire questa convinzione, la Campania è stata al centro quest’anno di aggressioni ai Rom, a Ponticelli piuttosto che a Scampia anni addietro, aggressioni ad omosessuali: Marialuisa Mazzarella, i due turisti inseguiti e mandati all’ospedale, io e il mio compagno a Marina di Camerota, un’altra coppia gay a Palinuro. Insomma a Napoli non c’è assolutamente da star tranquilli» e dopo aver elencato tali drammatici episodi, ricorda anche il caso del clochard gettato in una fontana e lasciato morire di freddo o ancora, cosa di cui nessuno parla, la morte violenta di dieci transessuali solo nella nostra città. Infine Cremona rivolge un ringraziamento alle forze dell’ordine che «davvero – dice – stanno badando alla nostra sicurezza, perché quando Forza Nuova lancia dei proclami e fa i volantinaggi contro di noi, si badi che non è una questione di numeri, ma una questione di chi ascolta quei messaggi e tra le persone purtroppo ci possono essere quelle che pensano veramente che noi siamo sbagliati, dei reietti della società che bisogna annientare. Questo è esattamente quello che è avvenuto quando ci hanno mandato nei campi di concentramento».

Si viene qui ogni anno da secoli, e anzi da millenni, a chiedere, pregando, che la Divina Madre faccia qualcosa per i suoi figli i quali a seconda delle epoche hanno problemi diversi, ma sempre la stessa incondizionata fede. Ed è così allora che anche noi del Levante riusciamo a chiedere a Vladimir Luxuria qualcosa. In questo periodo di crisi – le chiediamo – quale la preghiera da rivolgere alla Madonna Schiavona? E la preghiera – ci risponde – è quella «di dare una speranza a tutti quegli uomini che a cinquanta anni si ritrovano senza lavoro e stanno dentro casa e quasi si vergognano di essere stati licenziati rispetto alla propria famiglia e anche rispetto agli altri. Invece dovrebbe essere lo Stato a vergognarsi di aver messo sulla strada tanta gente che oggi si sente scaricata come spazzatura».

Il lavoro, la povertà, le difficoltà quotidiane della vita, questi i problemi al centro delle sofferenze intime di ognuno, venute a trovare sollievo, qui oggi, in questo giorno di sole splendido e neve. Mamme, papà, bambini e nonni; tammorre, canti e danze popolari e sì, anche i femminielli, che si confondono nella vivace folla, e non li noti più.

La domanda più ovvia però riguarda i motivi per i quali i femminielli festeggino in questo giorno, il 2 febbraio, il giorno in cui per la Chiesa ricorre la Candelora e perché proprio a Montevergine. Arriveremo a spiegare, o almeno a tentare di farlo, cosa e quanto ci sia dietro. Ma, in primo luogo, è d’obbligo una precisazione: il femminiello non è l’omosessuale. L’omosessualità è una conseguenza, che con il tempo ha assunto un ruolo caratterizzante e prevalente. Ma il femminiello è il femminiello, altrimenti, forse, la lingua napoletana, economica come tutte le lingue, non avrebbe cercato una parola diversa per esprimere un concetto già efficacemente espresso da un’altra.

E allora, il femminiello è l’androgino e per questo racchiude in sé qualcosa di sacro, come testimonia anche l’altrettanto antica tradizione della figliata de’femminielli. È il Della Ragione a spiegarci in cosa essa consista: «non è altro che un rituale derivante dall’antico rito della fecondità, praticato per secoli nella nostra città. La figliata si svolge segretamente alle pendici del Vesuvio, a Torre del Greco, ed è stata descritta accuratamente con accenti vivaci da Malaparte nel suo libro “La pelle” e dalla regista Cavani nell’omonimo film. Questa originale iniziazione ad una femminilità particolare – continua lo studioso – prevedeva un utilizzo di segrete conoscenze alchemiche, oggi perdute ed avveniva durante periodici festeggiamenti per l’avvenuta nascita del “maschio-femmina”, dagli iniziati chiamata “Rebis”, res + bis, cosa doppia. Il rituale, descritto nella “Napoli esoterica” di Buonoconto, richiedeva la presenza di un ermafrodito, l’unica creatura che contenesse i due elementi in cui è suddivisa tutta la natura. I greci, da cui discendiamo, ritenevano divino l’ermafrodito, perché figlio della bellezza (Afrodite) e della forza (Ermes). Naturalmente nel tempo la purezza ideale dell’ermafrodito alchemico si è in parte smarrita, sostituita dalla più materiale ambiguità del femminiello, ma l’antica memoria del rito non è andata del tutto smarrita e conserva immutata ancora oggi la forte carica simbolica, che suggestiona a tal punto alcuni soggetti, da fargli provare le stesse emozioni ed i lancinanti dolori del parto». Nella cultura popolare napoletana, il femminiello ha, dunque, da sempre goduto di rispetto e accoglienza, proprio perché in esso si vedeva il segno di qualcosa di soprannaturale e in qualche misura divino. Ancora oggi è così, in molti quartieri, al di là dell’imbastardimento culturale che, purtroppo, riguardando l’Italia intera, tocca da qualche anno anche Napoli manifestandosi in episodi di cieca violenza.

Ma qual è il legame con il giorno della Candelora, il 2 febbraio? Il legame dei femminielli con tale festa, non è facilmente spiegabile, ma forse converrà chiarire da quale culto preesistente essa derivi. Questa ricorrenza nel mondo pagano aveva il suo omologo in una festa che si celebrava alle Idi di febbraio in onore del fauno Luperco, divinità rurale protettrice dei boschi, delle greggi, della campagna, e quindi preposta alla fertilità della terra. I Lupercalia dunque, erano la festa della natura che si rinnova, perché proprio in questo periodo dell’anno, i semi mettevano le radici, e avrebbero poi portato al raccolto. In attesa della nuova vita, si svolgevano i riti della februatio i quali prevedevano la purificazione della città mediante la processione di donne che portavano candele accese in giro, a simboleggiare che l’inverno stava accogliendo la primavera e che la vita dal buio stava aprendosi alla luce.

La festa della purificazione fu abolita nel V secolo da Papa Galesio I e sostituita con un’altra festa di purificazione, di tutt’altro segno. Infatti da quel momento in poi, si sarebbe commemorata la purificazione della Vergine Maria, che si compì quaranta giorni dopo il parto, come voleva la tradizione ebraica: si considerava impura la donna che avesse partorito un figlio maschio e questa, dunque, dopo quaranta giorni doveva recarsi al Tempio per purificarsi. La festa cattolica fu anticipata ovviamente, dato che i quaranta giorni dal Natale cadono il 2 febbraio ed è quindi in questa data che durante le celebrazioni si accendono le candele, unico antico simbolo della festa originaria.

Quello che unisce i femminielli con il luogo, Montevergine, è invece più facilmente intuibile. A parte il leggendario intervento salvifico della Madonna in favore dei due omosessuali in epoca medievale, è certamente interessante sapere che poco lontano dal Santuario, sul monte Partenio, ci sono i resti di due antichi templi consacrati rispettivamente a Cibele e Artemide, due tra le Grandi Madri del paganesimo. È proprio nel mito di Cibele che si può rintracciare il millenario filo conduttore che, insieme ai Lupercalia e alla februatio, costituisce la saldatura tra culto pagano e ritualità cristiana.

Rea, figlia di Urano e di Gea, madre di Zeus, particolarmente onorata a Creta, dove leggenda vuole abbia fatto allevare il figlio Zeus in una caverna del monte Ida, e per questo detta anche madre Idea o montana. Rea Cibele rappresentava la natura montagnosa che come ci spiega Felice Ramorino «ne’suoi cupi recessi alberga e feconda tanta parte della vita universale». Deità frigia – la sua patria Pessinunte – era venerata col nome di Gran Madre. «Qui favoleggiavasi – continua Ramorino – che la Dea amasse andare attorno su un carro tirato da leoni, o pantere, e col corteo de’ suoi sacerdoti detti Coribanti […], i quali forniti di timbali e concavi dischi metallici e corni e flauti, si abbandonavano a una musica strepitosa ed orgiastica. I miti che si riferiscono a questa Dea portano pure un carattere selvaggiamente fantastico come tutto il suo culto».

Al tempo della seconda guerra punica, il culto di Cibele fu trasferito a Roma per consiglio dei libri sibillini che vaticinarono esito positivo se la sacra pietra nera – simbolo della divinità e forse pietra meteoritica – fosse arrivata a Roma e ivi rimasta per sempre. I Sacerdoti della Dea, anche a Roma detti Coribanti o Galli, la onoravano ogni anno, tra strepiti, ululati e sovreccitazione orgiastica.

Si trattava in realtà di riti cruenti e talvolta sanguinosi, che arrivavano finanche all’evirazione dei sacerdoti, riprendendo l’arcaica tradizione dell’uccisione di bambini e di giovani ragazzi, o della castrazione del maschio perché si restituisse, in qualche modo, alla terra, ciò che essa aveva donato. Quindi offrirle il sangue significava propiziarsi la Dea e le vittime sacrificali dovevano sempre appartenere al sesso maschile perché il seme maschile penetrasse nella terra fecondandola.

Secondo Neumann, infine, la pratica di indossare abiti femminili da parte dei Coribanti o Galli configurava, insieme al sacrificio della virilità, la completa identificazione con la Grande Madre. L’annullamento del maschile tramite abbigliamento femminile si conserva ancora presso il clero cattolico. Si diventava dunque suoi rappresentanti, proiezioni della Gran Madre. Si diventava femminili.

Se aggiungiamo, infine, che il tamburello è attributo costante nell’iconografia della Dea, allora proprio tutto torna.
Ecco, la Candelora e le sue candele, con devozione e raccoglimento portate accese innanzi all’altare, nell’atto di consegnare a Maria i desideri dello spirito, per essere poi spente una volta espressi; la presenza del “femminile”; i canti, le tammoriate e le danze da offrire alla Mamma Schiavona, come il popolo la chiama, che tutto accoglie e tutto perdona, la Madonna – afferma Rosamaria Lentini – ultima Grande Madre dell’occidente.

I canti della tradizione mariana più genuinamente popolare, ci rapiscono all’improvviso, stupendi e suggestivi nella loro dimensione sacrale e umana insieme: è la sacralità della terra, della vita, che essi trasmettono, e che si esprime attraverso il sacrificio delle proprie energie, fisiche, mentali, spirituali, impiegate nella sagliuta e nel canto; attraverso la ripetitività delle melodie e delle strofe intonate a intervalli di tempo e di spazio, dall’ingresso nella chiesa, fin sotto l’altare, guardando lì, in alto, la Madonna, onorandoLa per le grazie ricevute e promettendoLe il fedele ritorno per l’anno a venire.

Tanti i cori appassionati che a turno, avanzando nella navata centrale, offrono le loro melodiche preghiere alla Vergine. E poi la potente voce di Marcello Colasurdo e del suo coro, riempie la chiesa e riceve risposta dai fedeli accorsi per partecipare commossi ai canti. Giunto a intervalli fin sotto l’altare il gruppo comincia poi a indietreggiare sempre rivolto verso la sacra immagine; canta, di nuovo a intervalli, e prima di uscire due fedeli omaggiano la Madonna con un ballo al ritmo sostenuto di tammorre e nacchere. Così, teatralmente, si conclude la preghiera a Mamma Schiavona. La si saluta con rispetto e si esce per continuare fuori, sul sagrato, la grande festa: il suo lato meno sacro e più profano, la sua origine pagana. Come lo stesso Colasurdo ci dice: «questa è la festa della spiritualità, della rinascita a nuova vita, quando in primavera tutto si risveglia e inizia un nuovo ciclo. È la festa della luce, le candele lo testimoniano, è la festa di tutti noi. La spiritualità, la fede al di là delle differenze, questo è il vero senso della giornata di oggi».

Sì, un unico filo lungo millenni, ci lega al passato, alla nostra più arcaica e originaria umanità. Tutto si ricompone e il cerchio si chiude; l’immenso cerchio che include il culto misterico e oracolare di Cibele, la fondazione del Santuario sul monte Partenio, il monte della Vergine, e il culto mariano, l’intervento miracoloso e leggendario della Madonna che salva i due giovani amanti di epoca medievale, la cacciata dal tempio e la rinnovata fede degli anni Duemila. Tutto entra a far parte di una dimensione trascendente, nella quale spazio e tempo appaiono convenzioni insensate, dal momento che millenni di storia hanno mantenuto sostanzialmente uguali a se stessi riti e luoghi di culto.

Questo reportage termina qui, così come la giornata a Montevergine nella festa della Candelora e della Juta dei femminielli. La potenza di riti antichi che hanno subito trasformazioni fino a divenire oggi, se possibile, postmoderni, ci chiama inevitabilmente a riflettere sulla nostra condizione umana. A ognuno la sua riflessione ed eventualmente la sua preghiera. «Statti bona Madonna mia, l’ann’ che vene turnamm’ a venì».

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I-Ken e Cgil, ad Avellino uno sportello contro le discriminazioni http://www.vladimirluxuria.it/2011/01/i-ken-e-cgil-ad-avellino-uno-sportello-contro-le-discriminazioni/ http://www.vladimirluxuria.it/2011/01/i-ken-e-cgil-ad-avellino-uno-sportello-contro-le-discriminazioni/#comments Tue, 25 Jan 2011 18:16:12 +0000 http://www.vladimirluxuria.it/?p=4392 Il primo febbraio l'inaugurazione di uno sportello di ascolto e di informazione contro le discriminazioni di genere anche ad Avellino.
Madrina dell'evento Vladimir Luxuria.

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Avellino - Uno sportello di ascolto e di informazione contro le discriminazioni di genere anche ad Avellino. L’iniziativa targata I-Ken e Cgil prenderà il via il prossimo primo febbraio (vigilia della Candelora), presso la sede provinciale del sindacato, in via Padre Paolo Manna ad Avellino. Cgil ed I-Ken inaugureranno il nuovo servizio che avrà luogo presso la sede della Cgil di Avellino, così come avviene nel capoluogo campano, già dal 2009. Per il taglio del nastro saranno ad Avellino, la madrina dell’evento, Vladimir Luxuria, il segretario regionale della Cgil Campania, Michele Gravano.

In occasione dell’inaugurazione sarà organizzata una conferenza stampa, fissata alle ore 17 di martedì 1 febbraio 2011.

Inaugurazione Sportello Avellino

Locandina ufficiale dell'Evento

Parteciperanno, oltre a Michele Gravano e Vladimir Luxuria, il segretario provinciale della Cgil di Avellino, Vincenzo Petruzziello, il presidente dell’associazione I-Ken, Carlo Cremona, la responsabile I-Ken Avellino, Donata Ferrante e la responsabile pari opportunità della Cgil di Avellino, Adele Giro. Lo sportello sociale Gay Lesbico Transgender è impegnato ad offrire consulenza conto l’omofobia e la transfobia, alle famiglie ed agli amici di omosessuali e transgender.
Tra le attività specifiche dello sportello, azioni di contrasto alla discriminazione di genere sui luoghi di lavoro e contro il bullismo omofobico e transfobico. Lo sportello funge anche da luogo di informazione sanitaria e sui luoghi di socializzazione per gay, lesbo e trans.

Gli orari ed i giorni di apertura, le azioni e le funzioni dello sportello saranno illustrati nel corso della conferenza stampa di martedì 1 febbraio 2011.

Fonte: ottopagine.net

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Candelora 2011, “Il cuore e la preghiera non hanno sessualità” http://www.vladimirluxuria.it/2011/01/candelora-2011-il-cuore-e-la-preghiera-non-hanno-sessualita/ http://www.vladimirluxuria.it/2011/01/candelora-2011-il-cuore-e-la-preghiera-non-hanno-sessualita/#comments Tue, 25 Jan 2011 12:56:55 +0000 http://www.vladimirluxuria.it/?p=4387 Nonostante il monito omofobo dell'abate, anche quest'anno Vladimir Luxuria parteciperà alla Candelora di Montevergine del 2 febbraio ad Avellino.

"Il diritto alla Fede è un diritto umano fondamentale da garantire sia ai cristiani perseguitati all'estero sia a gay, lesbiche e trans in Italia".

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Si avvicina il giorno della Candelora e l’Abate del Santuario di Montevergine Don Beda Paluzzi fa sapere ai giornali che “la presenza di Vladimir Luxuria e dei gay non è gradita a Montevergine“.

Luxuria, invece, parteciperà come gli altri anni alla classica Juta della Candelora: ”sono 10 anni che vado alla candelora e ci sono sempre andata com massimo rispetto per il luogo e per i credenti. L’ultima volta ero in mezzo a due trans: una chiedeva alla Madonna Schiavona di aiutarla sentimentalmente, l’altra chiedeva conforto per la propria mamma gravemente ammalata. Le trans che vano a Montevergine non vanno per fare un defilè ma per devozione. Io ci vado da dieci anni, ma la partecipazione dei femminielli e dei cosiddetti “diversi” – non ritenuti assolutamente tali dalla Madonna Schiavona – è una tradizione che affonda le radici fin dal medioevo. Quindi (le affermazioni dell’abate Don Beda Paluzzi) mi sembra un segnale i forte integralismo e di grande chiusura, ma nulla e nessuno potrà impedire di andare al santuario alle persone devote che hanno la voglia di farsi sentire dalla Madonna  Schiavona

Il diritto alla Fede è un diritto umano fondamentale da garantire sia ai cristiani perseguitati all’estero sia a gay, lesbiche e trans in Italia“.

Tra l’altro, la tradizionale “salita al Santuario” perderebbe completamente senso senza la partecipazione dei femminielli: l’evento nasce come ringraziamento per la salvezza che la Madonna concesse a due omosessuali scacciati dalla città proprio perchè “diversi! Questo fatto leggendario accadeva il 2 febbraio del 1256 e da allora, ogni anno, la festa celebrativa rimescola le identità e la processione religiosa viene preseziata dai femminielli che danzano al ritmo di una vigorosa tammuriata.

Ogni anno gli eventi e le manifestazioni legate all’evento della Candelora crescono, al punto che ormai esiste una vera e propria Rete per la Candelora e tenere il conto degli eventi legati ad essa è cosa ardua.

L’evento principale resta comunque la Salita al Santuario. Chi volesse partecipare può trovare tutte le informazioni (orari, luoghi, trasporti) sull‘evento Facebook ufficiale della Candelora 2011.

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Candelora 2010, anche quest’anno un successo http://www.vladimirluxuria.it/2010/02/candelora-2010-anche-questanno-un-successo/ http://www.vladimirluxuria.it/2010/02/candelora-2010-anche-questanno-un-successo/#comments Thu, 04 Feb 2010 12:50:58 +0000 http://www.vladimirluxuria.it/?p=2758 Quasi in cinquemila si sono arrampicati fino alla chiesa di Mamma Schiavona, sfidando il freddo e la neve ed esibendosi in danze al ritmo di nacchere e tammorre. Poi hanno partecipato alla Messa, pregando e ringraziando la Madonna.

Se vi state chiedendo cose c’entra la Madonna con gay, lesbiche, trans e femminielli date una letta ai post passati sulla Candelora.

Il video sopra è frutto della redazione di Napoli.Repubblica.it

Questi qua sotto sono invece è un’intervista fatta da Ottopaginetv:

Altro video? Va bene. Questa è la partecipazione di Vladimir alla Candelora dell’anno scorso:

Se ancora non siete sazi di Candelora, fate una rapida ricerca su youtube, perchè i video stanno spuntando come funghi!

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Luxuria parteciperà alla Candelora 2010 a Montevergine http://www.vladimirluxuria.it/2010/01/luxuria-partecipera-alla-candelora-2010-a-montevergine/ http://www.vladimirluxuria.it/2010/01/luxuria-partecipera-alla-candelora-2010-a-montevergine/#comments Fri, 29 Jan 2010 12:23:38 +0000 http://www.vladimirluxuria.it/?p=2720 femminielli al santuario di Montevergine ad Avellino. Appuntamento il 2 febbraio alle ore 10:00 davanti alla funicolare per Montevergine. Leggi tutto ]]> Candelora 2010

Candelora 2010

Per il terzo anno consecutivo Vladimir Luxuria parteciperà alla Juta della Candelora, la caratteristica salita dei femminielli al santuario di Montevergine ad Avellino.

Appuntamento il 2 febbraio alle ore 10:00 davanti alla funicolare per Montevergine.

Chi volesse conoscere tutte le numerose iniziative e gli eventi dedicati quest’anno alla Candelora può consultare il programma completo sul sito ufficiale della Rete per la Candelora. Da otto anni infatti, una serie di associazioni e movimenti rinnovano un’antica tradizione per ricordare che “non tutti oggi godono degli stessi diritti e di pari dignità”.

Ma di che antica tradizione si tratta? Che c’entra l’omosessualità con un santuario cristiano?

<p>Una scena della Candelora</p>

Una scena della Candelora

La leggenda ha inizio nel 2 febbraio del 1256 – più o meno – nei pressi di Avellino. Due omosessuali vengono scacciati dalla città perché colpevoli di quelli che ancora oggi vengono chiamati atti osceni in luogo pubblico.
Lo scopo era quello di farli morire di freddo sul Monte Patierno. I due amanti erano spacciati.
D’improvviso il grigio cielo d’inverno viene squarciato dalla luce di un sole talmente potente da cambiare il clima permettendo ai due di continuare a vivere insieme. Miracolo, gridarono i cristiani!

Da quel giorno a Montevergine si celebra la Candelora, una festa celebrativa che rimescola le identità al punto tale che una processione religiosa viene presieduta dai femminielli che ringraziano la Madonna scatenandosi al ritmo di una vigorosa tammuriata.

Intrigante, no?

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Candelora Day 2009 – 2 Febbraio http://www.vladimirluxuria.it/2009/01/candelora-day-2009-2-febbraio/ http://www.vladimirluxuria.it/2009/01/candelora-day-2009-2-febbraio/#comments Tue, 27 Jan 2009 18:00:48 +0000 ?p=32 Luxuria parteciperà alla salita dei femminielli al santuario di MonteVergine

L’appuntamento per chi vuole partecipare alla tradizionale Juta a Montevergine è per il 2 febbraio alle ore 11.00. La festa comincerà però già sabato 31 gennaio, con una STREET PARADE serale per le strade di Avellino, mentre domenica 1 febbraio serata speciale di Muccassassina WAITING CANDELORA presso l’agriturismo Marsella (via marroni 1, Summonte-Av – per prenotazioni 347 7810076 o 3923887147).

L’associazione i Ken Onlus, insieme alle altre associazioni che aderiscono alla rete nazionale per la Candelora, mette a disposizione un servizio a prenotazione per un posto in BUS da Napoli ed una Camera per il Pernottamento (per prenotare chiamare chiama i numeri di Carolina 329 1683634, Francesco 347 7810076, Carlo 392 3887147.

Il programma completo della Candelora 2009 si puo’ leggere sul sito dell’associazione www.i-ken.org oppure apprenderlo mercoledì 28 gennaio alle ore 10:00 partecipando alla Conferenza Stampa presso il Penguin Cafè di via santa Lucia, a Napoli.

Altre link utili:
napoligaypress.it
Hirpinialinke
candelora 2007 su vladimirluxuria.it

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