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	<title>Vladimir Luxuria &#187; roma</title>
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	<description>Il sito ufficiale di Vladimir Luxuria</description>
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		<title>Vladi e Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 11:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bluantinoo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Foggia]]></category>
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		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Qual'è il tuo rapporto con Milano?<br />
Come mai sei andata via da Foggia e perché hai scelto di vivere a Roma?<br />
Queste le domande da cui parte <a href="http://issuu.com/ossobook/docs/ossobook052013/27?mode=window" target="_blank">l'intervista di OssoBook »</a></p>
<p>&#160;</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Esclusiva intervista a Vladi sul suo rapporto con Milano<br />
Pubblicata da <a href="http://www.ossobook.eu/"><em>OssoBook</em></a>, Rivista Digitale Milanese</h3>
<div id="attachment_7746" class="wp-caption alignnone" style="width: 570px"><a href="http://issuu.com/ossobook/docs/ossobook052013/27?mode=window" target="_blank"><img class="size-full wp-image-7746" title="ossobook-vladimir-luxuria" src="http://www.vladimirluxuria.it/wp-content/uploads/2013/05/ossobook-vladimir-luxuria.jpg" alt="Intervista di OssoBook a Vladimir Luxuria sul suo rapporto con Milano" width="560" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca l&#8217;immagine per leggere l&#8217;intervisita</p></div>
<p>Qual&#8217;è il tuo rapporto con Milano?<br />
Come mai sei andata via da Foggia e perché hai scelto di vivere a Roma?</p>
<p>Queste le domande da cui parte<a href="http://issuu.com/ossobook/docs/ossobook052013/27?mode=window" target="_blank"> l&#8217;intervista di OssoBook »</a></p>
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		<title>Bersani, no unioni innaturali col Pdl. Bonino al Colle e Marino Sindaco. Gesù grande rivoluzionario</title>
		<link>http://www.vladimirluxuria.it/2013/04/bersani-no-unioni-innaturali-col-pdl-bonino-al-colle-e-marino-sindaco-gesu-grande-rivoluzionario/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 15:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bluantinoo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Vladi intervistata da IntelligoNews: <em>«Non riesco a digerire le unioni politiche innaturali (altro che coppie gay) tra la destra e la sinistra»</em>...</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un&#8217;intervista di <strong>Marta Moriconi</strong></em><br />
<em>fonte: <a href="http://www.intelligonews.it/luxuria-ad-intelligonews-bersani-no-unioni-innaturali-col-pdl-bonino-al-colle-e-marino-sindaco-gesu-grande-rivoluzionario/">intelligonews.it</a> </em></p>
<h3><em>«Non riesco a digerire le unioni politiche innaturali (altro che coppie gay) tra la destra e la sinistra»</em></h3>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7598" title="luxuria_4" src="http://www.vladimirluxuria.it/wp-content/uploads/2013/04/luxuria_4-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />E’ <strong>Vladimir Luxuria</strong> a parlare, lei che è stata prima transgender in Europa a essere stata eletta deputato in parlamento nelle fila di Rifondazione comunista, non ha perso il suo credo e “taglio” politico: Emma Bonino la vuole al Colle e vede di buon occhio la candidatura di Ignazio Marino a sindaco di Roma per il Pd. Quanto al credo spirituale è passata al buddismo, ma con un occhio a Gesù «<em>grande rivoluzionario, purtroppo mal interpretato e mal rappresentato. Io di fatto sono stata buttata fuori dalla Chiesa»</em>. Ed è per questo motivo che manda il suo messaggio a Papa Francesco: <em>«Mi auguro che apra a tutte le persone che compongono il popolo di Dio».</em></p>
<p><strong>Il Buddismo.  Abbiamo letto del suo passaggio a questa filosofia. A cosa è dovuto? Nasce da un problema con la Chiesa Cattolica?</strong></p>
<p><em>«Io di fatto sono stata buttata fuori dalla Chiesa. Se mi si dice che una persona transgender, già in quanto tale è peccatrice (anche se dovesse mantenersi casta), è chiaro che mi sento rifiutata. Non posso sentirmi parte di una comunità che non mi accetta. E’ così che, 15 anni fa, ho ritrovato me stessa praticando il buddismo che racconta ad ognuno la propria spiritualità. Alla fine dobbiamo trovare la forza dentro noi stessi, senza delegare ad esterni. Poi, con l’esercizio, ho avuto modo di soddisfare la mia sete interiore».</em></p>
<p><strong>Se la Chiesa non l’avesse esclusa dai sacramenti sarebbe rimasta cattolica?</strong></p>
<p><em>«Gesù è venuto per stare accanto agli ultimi, nessuno escluso. Nel segno dell’evangelico insegnamento: chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra. C’è una frase di Papa Francesco che mi è piaciuta: i pastori devono essere pregni dell’odore delle pecore. Il suo è un grande messaggio di comprensione. Mi auguro che, rispetto all’integralismo del precedente Papa, Francesco apra la Chiesa a tutte le persone che compongono il suo popolo. Il Nuovo Testamento è il testo più bello che si possa leggere. Per me una grande fonte di ispirazione. Purtroppo Gesù è stato un grande rivoluzionario mal interpretato e mal rappresentato».</em></p>
<p><strong>Grillo e l’apertura alle nozze gay. Come commenta?</strong></p>
<p><em>«Sono rimasta delusa, inizialmente, perché non era stato previsto, né inserito il tema dei diritti civili nei cinque punti programmatici del Movimento. Mi fa piacere che ci sia stata, seppure tardivamente, un’apertura. Adesso so che sono state presentate delle leggi, sul matrimonio, sull’omofobia e sulla riassegnazione del genere. Leggi che sono molto “avanti”. Mi auguro che un governo che le approvi».</em></p>
<p><strong>Come sta vivendo quello che sta succedendo nel Pd? Bersani-Berlusconi che si incontrano, un possibile accordo sul Quirinale…</strong></p>
<p><em>« Il mio auspicio, che difficilmente sarà realizzato, è sempre stato quello di arrivare all’accordo con i grillini. Ma questa richiesta, che era anche quella di Bersani, come si dice in gergo, è rimbalzata. In Italia i problemi sono tantissimi e capisco l’emergenza, ma a non riesco a digerire le unioni innaturali (altro che coppie gay) tra la destra e la sinistra. Non si può fare il paragone con la grande coalizione della Germania. Se in Germania esiste solo un sospetto di corruzione, non esiste l’immunità parlamentare. Siamo due Paesi profondamente differenti».</em></p>
<p><strong>Al Quirinale chi vorrebbe?</strong></p>
<p><em>«Emma Bonino, senza dubbio. E’ adatta al Colle. Anche se Travaglio, che è bravissimo, si è messo sulle tracce della leader radicale e ci ha raccontato qualche sua pecca .. Ma un’anima senza macchia è difficile da trovare. E lei sarebbe la migliore scelta».</em></p>
<p><strong>La Bonino è anti-proibizionista. Lei ha fatto uso di droghe come ha raccontato a mezzo stampa. Ha ricisto questa posizione, o è d’accordo con la linea dei radicali su questo punto? </strong></p>
<p><em>«Dobbiamo diradare la nebbia e smetterla di fare confusione. Antiproibizionismo non significa invitare a drogarsi. Forse è il sistema di adesso, il fatto che convenga tanto alla mafia, a spingere tutta questa offerta. Anti-proibizionismo, piuttosto, significa regolare il fenomeno: è la teoria del minimo danno. Almeno si informano gli utilizzatori della composizione della sostanza stupefacente. Non è la cultura della morte. Anzi. Con il sistema attuale molti ragazzi si avvicinano alla delinquenza, alla criminalità, perché devi andare a rifornirti in quell’ambiente. Se la roba è tagliata male o troppo pura, tanti giovani muoiono. Legalizzare le droghe è dare la possibilità a tanta gente di campare di più, perché significa dare la possibilità di uscirne».</em></p>
<p><strong>Lei vota a Roma. Marino candidato del Pd le piace? </strong></p>
<p><em><strong>«</strong>Marino va bene. E soprattutto è sempre stata una persona chiara e coraggiosa riguardo ai temi eticamente sensibili. E poi anche sulle questioni che riguardano l’omofobia e le coppie omosessuali».</em></p>
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		<title>Vladimir Luxuria: Mamma Roma</title>
		<link>http://www.vladimirluxuria.it/2012/05/vladimir-luxuria-mamma-roma/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 13:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bluantinoo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I magnifici anni ottanta nella capitale di Vladimir Luxuria tra notti lunghissime e i maritozzi alla panna. I successi di Muccassassina e la vita al Pigneto. «Dove oggi» racconta la regina delle drag queen «lo spaccio è fuori controllo. Alemanno ha vinto una campagna elettorale sulla sicurezza ma proprio su questo fronte ha fallito». L'intervista di Christian Poccia per "Cinque giorni"</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un&#8217;intergvista di <strong>Christian Poccia<br />
</strong>fonte: <a href="http://www.cinquegiorni.it/news/?id=9619">cinquegiorni.it</a></em></p>
<h3>Vladimir racconta la sua Roma: «La sola città dove potrei vivere»</h3>
<h3><img class="alignleft" src="http://www.cinquegiorni.it/files/news/9619.gif" alt="Vladimir Luxuria, MAMMAROMA " width="398" height="317" /></h3>
<p>Mi ricordo la pioggia. Mi ricordo che per tre giorni, quando da Foggia arrivai a Roma la prima volta nel 1985, piovve senza smettere mai. M’ero diplomata l’anno prima; nella capitale ero venuta per prendermi una laurea». «Mi ricordo Gerardo e Francesco, le prime due persone che conobbi in questa città. Erano un coppia e furono i miei ciceroni. Mi ricordo Pino, il mio amico Pino. Che aveva una casa a Centocelle, dove di tanto in tanto mi ospitava e mi faceva da mangiare». «Mi ricordo che cercavo un luogo dove sentire piena la mia libertà».</p>
<p>«E mi ricordo una sera, in una pensione dalle parti di Termini: chiesi un ferro da stiro alla proprietaria; quella mi rispose che non l’aveva, ma di non preoccuparmi “che tanto a Roma nun te se ’ncula nessuno”». «Giravo di notte» si ricorda Vladimiro Guadagno, adesso che tutti la conoscono come Vladimir Luxuria, «e non avevo paura di nessuno, nonostante quell’aspetto che mi portavo appresso, così visibilmente diversa con le mie camicette svolazzanti. Ero talmente determinata, avevo vent’anni, direi incosciente, che dovevano essere gli altri ad avere paura di me. E le mie notti erano lunghissime e finivano tutte con i maritozzi alla panna che compravamo in un localetto di Trastevere, vicino alla stazione. Ci sono tornata non molto tempo fa: un flash back meraviglioso». «Mi ricordo che per tornare a casa facevo l’autostop, che per fortuna non m’hanno mai rifiutato». «Mi ricordo le discoteche, quelle gay. Andavo all’Easy Going, che stava a due passi da piazza Barberini. Andavo all’Alibi a Testaccio; e all’Angelo Azzurro, dove accadde che non mi fecero entrare: forse ero troppo conciata, forse il verde della mia maglietta era troppo “pisello”. Ci rimasi malissimo. Dell’Angelo Azzurro mi ricordo che ballavano tutti davanti allo specchio, nessuno sembrava accorgersi della presenza degli altri, e io pensavo: “ora questo specchio lo rompo così saranno costretti almeno a guardarsi fra loro”. Al bancone bar c’era Mammina, una drag queen che era il punto di riferimento di noi tutti». «Mi ricordo che quei locali per me non significavano soltanto divertimento; erano luoghi di asilo. E di accoglienza. Sapevo che lì nessuno mi avrebbe giudicato perché chi mi stava intorno era come me. Mi sentivo maggioranza. A quelle discoteche devo l’impegno e la passione che ho messo poi per realizzare da direttrice artistica la festa di Muccassassina. Dieci anni», dal 1993 al 2003, «durante i quali un evento partito in sordina è cresciuto tanto da costringerci a cambiare continuamente location per riuscire a ospitare tutti: Mattattoio, Castello, Palladium alla Garbatella.</p>
<p>E infine il Qube, a Portonaccio». «“Quella è periferia” mi dicevano quando decidemmo per l’ennesimo e definitivo trasferimento, “avremo dei problemi”. Non m’importava. E comunque si sbagliavano. A me poi le periferie piacciono. Sono io stessa una periferia, che mi si guardi dal centro eterosessuale o da quello omosessuale. In periferia ho scelto la mia casa. Da più di vent’anni sto al Pigneto e l’ho visto trasformarsi. Venni ad abitare qui e le persone che conoscevo mi guardavano come una poverina. Ora ci vivono artisti, moltissimi gay e migranti. I prezzi degli appartamenti sono raddoppiati e col tempo è diventato un quartiere di ritrovo notturno. Ma da qualche anno la zona è fuori controllo. Troppo spaccio; talmente evidente. A chiunque passi offrono roba e s&#8217;incazzano se non la compri. E’ assillante. E poi manca il rispetto per chi in questo posto ci vive da parte di quelli che qui vengono a divertirsi: schiamazzi fino a notte fonda. Quando facevamo Muccassassina ci tenevamo a dire ai ragazzi di non fare casino quando uscivano, per non disturbare la gente che dormiva. I gestori dei locali del Pigneto che stanno facendo i soldi invece se ne fregano. Ma sono soprattutto le istituzioni che se ne fregano.</p>
<p>Alemanno ha vinto una campagna elettorale sulla sicurezza ma proprio su questo fronte è stato fallimentare. Lo vedo nel mio quartiere. E se fosse uno coerente dovrebbe dimettersi. La città in questi anni è diventata più aggressiva. E lo dico con dispiacere, perché io di Roma sono innamorata. E come sempre accade quando t’innamori sai scovare i pregi ma anche i difetti, che alla capitale non mancano: la sporcizia per strada, le persone che sui mezzi pubblici non si alzano per far sedere gli anziani, gli automobilisti che ignorano le strisce pedonali. Ovviamente il traffico. Meno male che ora sono diventata famosa e a volte nell’imbuto di Porta Maggiore capita che qualcuno in auto mi noti e resti per un momento impalato e io ne approfitto e gli passo avanti. Ma tutte le storture di questa città non potranno cancellare le passeggiate nelle vie del centro, la cupola illuminata di San Pietro che l’altra sera m’ha colta di sorpresa uscendo da un vicolo mentre tornavo a casa dopo il mio spettacolo al teatro Ghione». «Mi ricordo una canzone &#8211; la cantava Gina Lollobrigida &#8211; che ho riascoltato di recente e che fa: “Non so cosa sia ma quando sto a Roma se esco de casa me pare de entrà a casa mia”. Potrei averla scritta io. Perché questa città mi ha dato molte possibilità e molti amici; mi ha dato un posto dove vivere e una carriera. Perché in questa città m’hanno teso la mano quando ne ho avuto bisogno. E perché non c’è città al mondo dove potrei vivere che non sia Roma. Mamma Roma».</p>
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		<title>FOTO: Luxuria all&#8217;Europride 2011 di Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 12:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bluantinoo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Una galleria fotografica di Rosa Capullo. Una serie di scatti degli interventi di Luxuria, e non solo, sul palco del recente Europride 2011 di Roma.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/rosacasapullo/sets/72157626846863767/">Fotografie di Rosa Casapullo </a>(rosacasapullo@ymail.com).<br />
Una serie di scatti degli interventi di Luxuria, e non solo, sul palco del recente Europride 2011 di Roma.</p>
<div style="width: 570px; text-align: right;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="570" height="400" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="rssFeed=http%3A%2F%2Ffeed1209.photobucket.com%2Falbums%2Fcc382%2Frosa_XD%2Ffeed.rss" /><param name="src" value="http://static.pbsrc.com/flash/rss_slideshow.swf" /><param name="wmode" value="transparent" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="570" height="400" src="http://static.pbsrc.com/flash/rss_slideshow.swf" wmode="transparent" flashvars="rssFeed=http%3A%2F%2Ffeed1209.photobucket.com%2Falbums%2Fcc382%2Frosa_XD%2Ffeed.rss"></embed></object><a href="http://photobucket.com/redirect/album?showShareLB=1" target="_blank"><img style="border: none;" src="http://pic.pbsrc.com/share/icons/embed/btn_geturs.gif" alt="" /></a><a href="http://photobucket.com/rosa_XD" target="_blank"><img style="border: none;" src="http://pic.pbsrc.com/share/icons/embed/btn_viewall.gif" alt="" /></a></div>
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		<title>TUTTI ALL&#8217;EUROPRIDE ROMA 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 09:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bluantinoo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>Mercoledì 8 giugno ore 21 con Luxuria al Gran Galà al Pride Park,</strong> Piazza Vittorio, Roma.</p>
<p><strong>Sabato 11 Giugno alla grande manifestazione </strong>a partire dalle 16 a Piazza della Repubblica fino al Circo Massimo con il saluto di <strong>Lady Gaga</strong> e dei protagonisti della lotta per l'uguaglianza.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.vladimirluxuria.it/wp-content/uploads/2011/06/euro-pride-Roma-2011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4916" title="euro-pride-Roma-2011" src="http://www.vladimirluxuria.it/wp-content/uploads/2011/06/euro-pride-Roma-2011-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></a>Mercoledì 8 giugno ore 21 con Luxuria al Gran Galà al Pride Park, Piazza Vittorio, Roma.</strong></p>
<p><strong> </strong>Tra gli ospiti anche Maria Grazia Cucinotta, Rita Rusic, Tosca d&#8217;Aquino, Viola Valentino, Vincenzo Salemme, Mirka Viola.</p>
<p><strong>Sabato 11 Giugno alla grande manifestazione </strong><strong>a partire dalle 16 a Piazza della Repubblica fino al Circo Massimo</strong> con il saluto di <strong>Lady Gaga</strong> e dei protagonisti della lotta per l&#8217;uguaglianza.</p>
<p>Tutte le info sul Pride Roma 2011:<br />
<a href="http://www.europrideroma.com/">http://www.europrideroma.com</a></p>
<hr />
<!-- using Like-Button-Plugin-For-Wordpress [v4.5.2] | by Stefan Natter (http://www.gb-world.net) -->
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</p>
<h3><strong>EURO PRIDE ROMA 2011</strong></h3>
<h4><strong> </strong><strong>di  Vladimir Luxuria</strong></h4>
<p>Sì, ce lo ha insegnato la geografia, l’Italia è in Europa, occupiamo seggi a Strasburgo, siamo membri fondatori dell’UE  e da noi circola l’euro. Gli accordi di Schengen hanno traballato dalla Francia alla Danimarca per la mala gestione dell’immigrazione da Paesi di guerra e di fame, eppure è generalmente assicurata la libera circolazione di cittadini europei e soprattutto di merci. Ciò nonostante l’Italia sembra ormai l’ultima nazione in Europa (penultima, se includiamo il Vaticano, stato estero… ricordiamolo!) che ostinatamente si rifiuta di riconoscere che gay, lesbiche e trans non sono occupazione di suolo pubblico ma cittadini giuridicamente tali.</p>
<p>In Germania vigono le unioni registrate, in Inghilterra il “partnership act”, in Spagna, Belgio e Olanda il matrimonio è per tutti. Con nomi e caratteristiche più o meno diverse continua  l’elenco delle nazioni europee che riconoscono e tutelano con diritti e doveri le coppie di fatto etero e omosessuali. In Islanda la premier Johanna Sigurdardottir non è una che racconta barzellette omofobe ma una che ha potuto sposare la sua compagna grazie alla legge vigente, nella super-cattolica Irlanda il Civil Partnership Bill è operativo da quest’anno, in Croazia (da dove il Papa ha lanciato anatemi contro le coppie di fatto) almeno il minimo sindacale è garantito: le unioni civili prevedono alcune facilitazioni finanziarie e sull’asse ereditario.</p>
<p>L’Italia confina ovunque con Sodoma, da ovest e a est, attraverso qualsiasi passo alpino: in Francia i PACS del 1999 del governo Jospin non sono stati aboliti da Sarkozy, in Svizzera l’Unione Domestica Registrata è sopravvissuta anche al tentativo di abolizione tramite il referendum, in Austria dal 2010 sono riconosciute le unioni civili grazie soprattutto all’intervento della Corte Europea sui Diritti dell’Uomo, in Slovenia il Parlamento sta cercando di passare dalle attuali unioni che garantiscono solo pochi diritti nella sfera proprietaria ed ereditiera al vero e proprio matrimonio.<br />
L’Italia è circondata ma non si arrende! Mi viene il dubbio se più che una questione di laicità, democrazia e uguaglianza non stiamo rischiando di fare la figura dei presuntuosi davanti a tutti: sono tutti gli altri a sbagliare!</p>
<p>L’articolo 21 del Trattato di Lisbona con la firma di Prodi nel 2007, ma ratificato dallo stesso Berlusconi, contiene parole precise sulla dignità di tutte e tutti i cittadini europei:</p>
<blockquote><p><strong>È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata</strong>, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l&#8217;origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l&#8217;appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l&#8217;età o le <strong>tendenze sessuali</strong>.</p></blockquote>
<p>Ciò nonostante, e nonostante i primi articoli della nostra Costituzione, non si riesce proprio ad avere una legge sulla omo/transfobia né una sulle unioni civili.</p>
<p>Siamo ormai alla deriva dei continenti, l’Italia si stacca dal Vecchio Continente per avvicinarsi ad altre nazioni dove non ci si aspetta che vengano votate leggi che migliorino la nostra vita: l’Iran, l’Afghanistan, il Pakistan dove almeno sull’omofobia le teorie leghiste, le posizioni dei vari Buttiglione e Giovanardi vanno a braccetto con il fondamentalismo talebano.</p>
<p>L’Europride Roma dell’11 giugno serve allora a ricordare che Roma è la capitale di uno Stato Europeo e non una città asservita al Vaticano e ai parlamentari che non hanno fegato e cuore (visto che quelli senza cervello erano dall’altra parte).</p>
<p>Sono contenta che sia stata designata Roma come sede di un Pride Europeo proprio nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, non fosse altro per ricordare che molti di quelli che hanno perso la vita  lo ha fatto anche con la speranza di lasciarci in eredità un Paese migliore, per ricordare che il vero atto conclusivo dell’Unità avvenne nove anni dopo la proclamazione del primo Re. Il 20 settembre 1870 con la breccia di Porta Pia, la fine dello Stato Pontificio e l’abolizione (almeno nelle intenzioni) del potere temporale dei papi.</p>
<p>Purtroppo Roma è anche una delle città che ha visto il maggior numero di episodi di aggressioni fisiche e verbali nei confronti di gay, lesbiche e trans, fino all’epilogo tragico di veri e propri “OMOcidi”, ovvero crimini dettati dall’odio. Ed è strano pensare che gli stessi che hanno fatto una grande campagna elettorale sul tema della sicurezza adesso si rifiutino di votare almeno una legge sull’omofobia che preveda non solo le stesse sanzioni che prevede la legge Mancino del 1993 sulla violenza e incitamento alla violenza per odio razziale, etico e religioso, ma anche tutto un lavoro di formazione culturale dalla scuola alla famiglia, passando per i mezzi di comunicazione di massa, per contenere un’omofobia che invece è stata fomentata in questi anni da parole da parte di certi politici pesanti come i cazzotti.</p>
<p>L’Europa o è anche l’Europa dei diritti o non è nulla. Da Roma deve arrivare la richiesta non solo di mozioni o direttive ma di sanzioni verso il nostro Paese se non prende l’impegno di considerarci cittadini come gli altri. Mi piacerebbe che nessuno sia tentato di lasciare il nostro Paese per avere la speranza di coronare il sogno di un rito che riconosca il progetto di vita di due persone che hanno avuto la fortuna di incontrarsi e conoscersi, ma la sfortuna di essere nate in Italia. Ecco, vorrei che nascere in Italia non possa essere più considerata una sfortuna, ma un luogo dove gay, lesbiche e trans non debbano escludere la possibilità di sposarsi, dove ai nostri genitori non si neghi più la speranza di diventare nonni e ai familiari del nostro partner di diventare nostri parenti.</p>
<p>Mi piacerebbe che tutti quei ragazzi aggrediti, insultati e malmenati a Roma e in Italia possano avere l’11 giugno il più bel regalo: il risarcimento della loro dignità, ridonare alla loro pupilla la luce fiera dell’adolescente sognatore e non lo sguardo schivo del cane bastonato. Vorrei che le vittime dell’omofobia non si sveglino più di notte in preda agli incubi e alle palpitazioni del terrore ma che possano essere salutati da una bella giornata di sole che li inviti a scendere in piazza, a riappropriarsi dell’orgoglio positivo del vivere senza vergogna e non dell’orgoglio negativo di chi si sente superiore a un altro perché di “razza” eterosessuale.</p>
<p>Un mondo diverso sì, diverso da chi si è guadagnato un seggio e uno stipendio paragonandoci a zozzoni o a pedofili, chi ci ha ritratto come gli Attila della famiglia per alzare fumo e nascondere il fatto che in Italia si spende poco per aiutare le famiglie indigenti e che il precariato strozza il neonato in culla e qualsiasi progetto e sogno di crearsela per davvero una famiglia.</p>
<p>Un Europride che porti aria nuova per liberarci dalla cappa stantia che ha soffocato le nuove esigenze di una società in mutazione dove diminuiscono i matrimoni riconosciuti (soprattutto quelli religiosi) e aumentano le convivenze considerate clandestine dall’assenza di leggi.</p>
<p>Una Italia in Europa dove alla paura del diverso come strumento per asservire le masse si sostituisca l’integrazione, il rispetto reciproco, il guardarci negli occhi e prenderci per mano. E a molti che una mano non è mai stata data sarà un grande sollievo.</p>
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		<title>VIDEO: EUROPRIDE support VLADIMIR LUXURIA</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 21:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bluantinoo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Vladimir Luxuria aderisce alla campagna di video-sostegno a Europride Roma 2011</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZxYfJqSo3sA?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/ZxYfJqSo3sA?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Vladimir Luxuria aderisce alla campagna di video-sostegno a Europride Roma 2011</p>
<p>Sul <a href="http://www.youtube.com/user/europrideroma">canale youtube dell&#8217;Europride Roma 2011</a> potete vedere tutti i video.</p>
<p>Per maggiori info: <a href="http://www.europrideroma.com/index.php">europrideroma.com</a></p>
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		<title>I romani? Sempre più diffidenti e nervosi</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 12:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bluantinoo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un'intervista di Raffaele Gambari per afffaritaliani.it sul rapporto di Luxuria con Roma. Com'era la capitale quando ha scelto di viverci e com'è oggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.affaritaliani.it/static/upl/lux/luxuriaape2.jpg" alt="" width="420" height="200" /><em>un&#8217;intervista di Raffaele Gambari<br />
fonte:  <a href="http://www.affaritaliani.it/roma/vladimir_luxuria_ad_affaritaliani_it_romani_sempre281010.html">affariitaliani.it</a></em></p>
<p>Da drag queen a romanziere. Questa è la nuova tappa di vita di Vladi Luxuria Guadagno, regina e organizzatrice anni addietro delle folli e trasgressive notti romane di Mucassassina, direttrice artistica nel Giubileo del 2000 del Gay Pride mondiale svoltosi a Roma malgrado il fuoco di sbarramento del Vaticano, infine attrice teatrale. Ora sta rimettendo a punto il suo primo romanzo, del quale non vuole per scaramanzia neppure anticipare la trama tanto meno il titolo. Deputato eletto per Rifondazione Comunista nell’ultimo governo Prodi è un nome storico del movimento gay, lesbo e transgender in Italia, che ha contribuito a sdoganare  dalla televisione  alla radio, fino al parlamento.  Quarantacinque anni, originaria di Foggia, che lasciò 25 anni fa per frequentare a Roma l’università La Sapienza e laurearsi in lingue moderne,  non ha lasciato più questa città non rinnegando però le sue origini pugliesi.</p>
<p>Da anni abita in un vecchio quartiere popolare della prima periferia, il Pigneto, di pasoliniana memoria, ora diventato una zona trendy e cult. Ad Affaritaliani.it, nell’ottava tappa dell’inchiesta “Roma che verrà”, Luxuria, si definisce una persona “in continuo divenire e adesso transitata a donna”. Di certo lei ha radicalmente cambiato quell’assioma dell’omosessuale “marchettaro”  nell’immaginazione collettiva.</p>
<p><strong>Come è arrivata a Roma e quale città allora ha trovato?</strong></p>
<p>“Non sono scappata da Foggia, della quale sono orgogliosa, e dalla mia famiglia, papà autotrasportatore, mamma casalinga. Sono andata via perché cercavo cose che mi poteva dare una grande città, come una carriera artistica e una militanza nel movimento gay. Soltanto le grandi città avevano allora locali e movimenti gay e poi Roma mi piaceva. Quando  venni da fuorisede riuscii a entrare nella Casa dello studente a Casal Bertone ed avere una borsa di studio. Il mio è stato tutto un percorso  pasoliniano. Non venivo da una famiglia ricca e non potevo chiedere che mi pagassero gli studi universitari. Quella Casa dello studente sta proprio davanti al palazzo del film di “Mamma Roma”. Lì dentro e fuori trovai una grande solidarietà. Ragazzi e ragazze erano contenti, pur nelle difficoltà di vita, io avevo la mia stanza tutta addobbata di fiori. Se qualcuno aveva bisogno di una puntura c’era chi te la faceva. Era una comunità, ci davamo una mano uno con l’altro. Io sapevo che per rimanere lì dovevo sostenere con regolarità gli esami. Roma era bellissima, come la facoltà, che stava in una palazzina liberty circondata da un parco. Era un divertimento andare lì. Roma era ed è una città protettiva. Tutte le volte che ho avuto problemi ho trovato persone che mi hanno dato una mano. Come quando, finita l’università, abitavo in un appartamento in affitto e a un certo punto sono dovuta andar via. Non avevo i soldi ma un amico, Giorgio, con cui non avevo rapporti sessuali ma soltanto di amicizia, si offrì di prestarmeli e comprai la casa al Pigneto, dove ancora abito e dove allora i prezzi erano bassi, perché era un quartiere di periferia e popolare. Qui a Roma ho fatto la mia fortuna, ho trovato i ragazzi del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, ho avuto la direzione di Muccassassina. Al Qube al Portonaccio, un quartiere di periferia, c’erano 2mila persone che ogni venerdì sera si mettevano in fila all’entrata. Poi le mie partecipazioni al Maurizio Costanzo Show e a seguire il teatro, la politica, le trasmissioni radiofoniche. Insomma “aiutati che Dio ti aiuta’” Sono stata fortunata”.</p>
<p><strong>Nella  Roma di oggi questo e’  ancora possibile e che succedeva allora per una persona sessualmente non nella norma?</strong></p>
<p>“Sì, è ancora possibile se sei una persona intraprendente. Certo, cambiamo noi e cambia la città. Ora c’è più diffidenza. In quegli anni i romani erano più rilassati, oggi c’è più ostilità e più diffidenza per le diversità, si sono chiusi un po’. C’è gente che pensa di essere migliore perché è eterosessuale e ha la pelle bianca. Certo quando uscivo di casa tutta impennacchiata i condomini e i vicini non mi vedevano di buon’occhio ma ho avuto l’arma dell’intelligenza per capire gli altri e farmi capire. Accanto a casa c’era una bisca in via Ascoli Piceno e quando passavo di lì sentivo gli sfottò. Ma al Pigneto non ho mai avuto particolari problemi, è un posto dove ci diciamo le cose in faccia”.</p>
<p><strong>Roma purtroppo in questi anni ha conosciuto tante aggressioni ad omosessuali e ad immigrati. E’ una città omofoba e razzista?</strong></p>
<p>“Non esistono città razziste o omofobe ma persone tali. Mi  chiedo quanto abbia contribuito a esaltare menti labili e pugni violenti tutta una campagna elettorale basata su promesse disattese sulla sicurezza e sul grido di allarme ‘Mamma li rumeni! Mamma li diversi!’ . Ancora più ipocrita è sentire parole di condanna contro il razzismo e l’omofobia da chi ha fomentato questo clima, da chi ha sminato vento, raccolto tempesta e guadagnato una poltrona”</p>
<p><strong>Cosa è oggi la prostituzione a Roma e come è cambiata con il passare degli anni?</strong></p>
<p>“La differenza con il passato è grossa. Prima era tutta italiana ora è straniera. C’erano ragazzi,  ragazze e donne che venivano dalla Sicilia o da Napoli e non c’era tutta questa droga legata alla prostituzione. C’era una sorta di autogestione, le stesse prostitute non tolleravano che ci fosse tra loro una dodicenne. C’era lo sfruttamento, c’era il pappone non il racket, le transessuali italiane non tolleravano quelle brasiliane. C’erano clienti che invecchiavano con le prostitute. Roma è figlia della lupa, figlia della prostituta grande madre, c’erano i padri che portavano i i figli dalle prostitute per iniziarli al sesso e prepararli alla prima notte di nozze.  Oggi c’è il rapporto droga-criminalità, non c’erano le escort, non c’era internet, c’erano gli annunci del Messaggero”.</p>
<p><strong>Come è culturalmente oggi Roma?</strong></p>
<p>“Rispetto agli anni Ottanta qualcosa continua a offrire, tutto teatro e mostre. Se vuoi anche qualcosa per divertirti lo trovi ma forse non con lo stesso spirito di entusiasmo di allora. Roma si è seduta. Vorrei ancora le notti bianche, in centro e in periferia”.</p>
<p><strong>Dove va Roma e quali sono le sue idee per migliorarla?</strong></p>
<p>“Roma è una capitale  europea ma la multietnicità la sta vivendo in ritardo rispetto a Londra o Berlino. E’ destinata a crescere, purtroppo perderà la sua romanità ma questo fa parte della storia. Mi auguro che non sarà una città cementificata, che non diventi un accampamento in muratura. Spero che sia una città con periferie più vivibili, come Tor Bella Monaca, da valorizzare e non da abbattere come vorrebbe il sindaco Alemanno perché  gli ricorda troppo l’edilizia popolare comunista. Sarebbe come se un sindaco comunista nostalgico proponesse di abbattere l’Eur perché gli ricorda troppo il fascismo.  Vedo una città che si svilupperà in altezza come si pensa a fare all’Eur, con un piano architettonico e urbanistico più adeguato. Vedo una città più pulita, dove andare a piedi, con cartelli per il trekking che ti indichino le distanze, con più mezzi  di trasporto pubblico e più efficienti. Ora vedo una città sempre più sporca, anche rispetto a Milano e Foggia e questo è un dispiacere. Mi auguro che sia una città che non debba dare lezioni di sicurezza recintando i parchi, che sia una città aperta”.</p>
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		<title>Roma Pride 2010, Luxuria: &#8220;un pride colorato, unitario, antifascista e pacifista&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 11:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bluantinoo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era importante esserci, soprattutto per gli episodi di violenza omofobica che stanno avvenendo a Roma e in tutt'Italia. Poi si rivolge alle trans: "rifiutate di andare con chi tira fuori la cocaina".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pride è cominciato con un bacio collettivo:  un gesto simbolico per protestare contro le aggressioni omofobiche che stanno macchiando l&#8217;Italia e in particolar modo Roma. Anche nella notte che precedeva il Gay Pride sono stati lanciati dei petardi al Gay Village.  Luxuria si chiede  &#8221;<strong>Serve un morto prima di fare una legge contro l&#8217;omofobia? Non è una legge per favorire i gay, le lesbiche o i trans ma è una legge  di civiltà. Se non si riesce a mettersi d&#8217;accordo nemmeno contro la  violenza, come si può pensare di fare dei passi in avanti?&#8221;.</strong></p>
<p>Vladimir Luxuria sale sul palco del Gay Pride di Roma 2010: &#8220;sono qui come tutti gli anni, perchè sapere che c&#8217;è un gay pride e non andarci&#8230; mi dovrebbero legare, come Ulisse. Altrimenti in piazza ci scendo&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://images.roma.corriereobjects.it/gallery/Roma/2010/07_Luglio/gaypride/1/img_1/gay_16_672-458_resize.jpg" alt="" width="538" height="336" /></p>
<p>&#8220;Credo che questo sia stato un Pride come sempre dev&#8217;essere: all&#8217;aperto, colorato, unitario, antifascista e pacifista. Sono le parole d&#8217;ordine di ogni pride&#8221;. &#8221;il Pride non si attacca, un Pride diviso non è un Pride. Dobbiamo  presentarci uniti all&#8217;appuntamento europeo&#8221;.</p>
<p>Infine &#8211; riferendosi alla <a href="http://www.vladimirluxuria.it/?p=3543" target="_blank">vicenda Zaccai</a> &#8211;  una raccomandazione alle transessuali: &#8220;non usate cocaina e non andate con clienti che la usano&#8221; &#8230; &#8220;Si fa tanto per far capire che esiste una dimensione diurna della transessualita&#8217;, una ricerca della normalita&#8217;, e poi ci sono questi episodi che ci danno delle picconate terribili. Le trans devono fare attenzione perche&#8217; danneggiano la loro salute e tutte quante noi&#8221;.</p>
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		<title>Lettera Aperta sul Pride</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 09:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bluantinoo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sento l’esigenza di scrivere una lettera aperta sul Pride in seguito ad alcuni fraintendimenti e veleni dopo le mie dichiarazioni fatte all’inaugurazione del Gay Village di Roma lo scorso 17 giugno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>di Vladimir Luxuria</em></strong></p>
<p>Cari gay, lesbiche, trans, bisex, queer, etero-solidali,</p>
<div>
<p>compagne e compagni, amici e amiche,<br />
sorelle e sorelli, fratelli e fratelle,<br />
attivi, passivi e riflessivi,<br />
dike &amp; versatili, checche e macho, casual o fashion victims,<br />
fan della Callas o di Lady Gaga…<br />
(vi ho messi tutti così nessuno si sente escluso o non rappresentato, non vorrei fare la fine di Gifuni!)</p>
<p>Sento l’esigenza di scrivere una lettera aperta sul Pride in seguito ad alcuni fraintendimenti e veleni dopo le mie dichiarazioni fatte all’inaugurazione del Gay Village di Roma lo scorso 17 giugno. Sono stata invitata dagli organizzatori anche quest’anno (come tutti gli anni da quando esiste questa rassegna) a fare un mio spettacolo teatrale… il 9 luglio farò la parte di una seguace di Joseph Nicolosi che tenterà di guarire sul palco un gay, una lesbica e una trans… e alla fine anche un etero, uno spettacolo satirico sulle terapie convertitrici dal titolo “Si sdrai per favore…io vi guarirò!”<br />
Sono sempre felice quando posso avere un palco da graffiare coi miei tacchi, soprattutto quando l’invito mi arriva da realtà della nostra comunità, ed era un po’ di tempo che non mi esibivo a Roma.</p>
<p>Gli stessi organizzatori del Village mi hanno invitata all’inaugurazione facendomi capire che ci tenevano molto… e ci sono andata con il mio amico Simone Barbieri.<br />
Ho bevuto qualcosa insieme al Presidente Nichi Vendola e all’onorevole Paola Concia, un’occasione per parlare di politica, progetti futuri e stare piacevolmente insieme…<br />
Ci hanno invitati a salire sul palco, e lo abbiamo fatto. Incontro Fabrizio Marrazzo prima di salire che mi chiede una foto con il banner del Pride di Roma 2010 e ci facciamo fotografare tutti. Sapevo a che cosa andavo incontro e ho deciso di sfogare, non tenermi nulla dentro, “esternare”, fare una specie di “coming-out” delle idee, almeno delle mie.<br />
Io ho parlato a mio titolo personale, non rappresento nessuno, a stento me stessa.<br />
Avevo il giorno prima sentito al telefono in una trasmissione tv la testimonianza di una mamma di un ragazzo gay aggredito e picchiato a Roma che intendeva partecipare al Pride perché non vedeva l’ora di far sentire la sua rabbia in piazza, la rabbia di una madre che ha un figlio che ora ha paura ad uscire di casa e soffre di attacchi panico. Ho detto sul palco che mi risulta difficile spiegare a quella donna che quest’anno al Pride non deve andarci…<br />
Ho invitato tutti a partecipare al Pride a Roma, e ho parlato di “beghe tra primedonne” intendendole non declinate al genere femminile, per “primadonna” si intendono uomini e donne, ma accusando chi, da una parte e l’altra, non è riuscito a temperare le liti, a trovare accordi, a salvare l’unità, a non sgretolarci come zolle aride per orgoglio personale, antichi rancori, ripicche e gallismi da combattimento in cortile.</p>
<p>Ho già sperimentato le divisioni all’interno del mio ex partito, compagni che prima si parlavano e poi si sono odiati, strade che si separavano, re seduti su troni su macerie… e il risultato qual è stato? Nessun rappresentante della sinistra al parlamento Europeo e una sconfitta anche alle elezioni amministrative locali.<br />
Non imitiamo la politica e i sindacati! Sia della Sinistra che si è dilaniata sia della Destra che invece è già implosa (Berlusconi, Bossi, Fini) ma non lo ufficializza solo per motivi di convenienza.<br />
Cerchiamo di essere più originali, almeno noi!</p>
<p>Ho sempre difeso tutti i Pride, compreso quello di Roma. Ho difeso il Pride da chi diceva che era un’inutile carnevalata, da chi non ne condivideva gli obiettivi sociali e politici, di chi pensava che non si sarebbe dovuto fare tutti gli anni a Roma, da Forza Nuova, dalla Destra, dal Vaticano, dai day-familisti che scendono in piazza contro i Dico e non contro la pedofilia…<br />
Lo difendo anche quest’anno!<br />
Si dice che il Pride è stato “scippato” da poche organizzazioni a discapito di altre. La mia domanda è: perché ve lo siete fatto scippare? Perché non avete tenuto duro con le unghie e con i denti? Perché non avete preteso che le decisioni fossero prese con voti collegiali?<br />
Ho l’impressione che qualcuno si sia fatta scippare tenendo il Pride con un mignolo.<br />
Fino a quando qualcuno non si presenterà con i mitra alle riunioni credo sia nostro dovere cercare le soluzioni meno distruttive, come si è sempre fatto…</p>
<p>Non è una novità litigare per l’organizzazione di un Pride… potrei testimoniare riunioni su riunioni, ma non si è mai arrivati alla situazione attuale romana dove si firma per non esserci!<br />
Attenzione, questa la definisco come va definita: una stronzata!<br />
Parliamo di tutto, nulla è tabù: adesioni shock annunciate e smentite, la modalità di partecipazione, la piattaforma politica, ma non disperdiamoci!<br />
Agli amici del “Mieli” (perché io credo nell’amicizia che è ancora più importante degli scazzi) dico solo: attenti… il vostro desiderio che il Pride a Roma (e solo a Roma) sia un flop è una seria ipoteca sull’Europride del prossimo anno, quale credibilità lascerebbe in eredità una città con un Pride con poca gente?</p>
<p>Il resto è tutto discutibile, soprattutto quando non si partecipa all’organizzazione: lo slogan, i video, la piattaforma politica , tutto è criticabile ma.. c’è un valore forte di Pride che è nel suo stesso DNA: partecipare, metterci la faccia, decidere quell’anno di esserci e chi se ne frega se poi qualcuno mi vede: vorrà dire che lo dirò a casa, tra gli amici e tra i colleghi.</p>
<p>Chiedo però agli organizzatori di non strumentalizzarmi o tirarmi per la giacchetta.<br />
Non voglio fare distinguo tra adesioni (non fatte ufficialmente) e partecipazioni,<br />
IO CI SARO’, SFILERO’ TRA LA GENTE SENZA BANNER,<br />
NON SALIRO’ SUL PALCO COME FORMA DI DENUNCIA PER UN PRIDE NON UNITARIO,<br />
con un grido e una sollecitazione:</p>
<p>FACCIAMOLA FINITA!<br />
IL Pride non è di Marrazzo (Fabrizio) Concia, Praitano o la Battaglia… è di tutt*!</p>
<p>Il successo del Pride a Palermo non è stato né della madrina Luxuria né del coordinamento “Stop Omofobia” né di Vanni Piccolo, né di Luigi Carollo, né di Paolo Patané ma di tutti i volontari (chi ha allestito il carro, chi mi è venuto a prendere in aereoporto, chi ha fatto gli striscioni)</p>
<p>IL PRIDE E’ NOSTRO, NON LASCIAMOCELO SCIPPARE!</p></div>
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		<title>&#8220;Troppe aggressioni agli omosessuali&#8221; In città il turismo gay perde il 30 per cento</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 11:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bluantinoo</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Il turismo gay a Roma cala del 30 per cento a causa delle aggressioni omofobiche, e anche le guide specializzate stanno per rivedere in negativo le loro valutazioni sulla città". Vladimir Luxuria lancia l'allarme per una Capitale sempre meno gay friendly.  L'anno prossimo il raduno europeo ma il Mario Mieli si sfila dal Pride del 3 luglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>un articolo di GABRIELE ISMAN<br />
fonte: </em><a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/06/19/news/troppe_aggressioni_agli_omosessuali_in_citt_il_turismo_gay_perde_il_30_per_cento-4966563/" target="_blank"><em>repubblica.it</em></a></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img src="http://roma.repubblica.it/images/2010/06/19/114555700-645075cc-680d-4d14-a7f3-5d2b3cd10629.jpg" alt="" width="210" height="279" /><p class="wp-caption-text">Luxuria, Vendola e Marrazzo</p></div>
<p>&#8220;Il turismo gay a Roma cala del 30 per cento a causa delle aggressioni omofobiche, e anche le guide specializzate stanno per rivedere in negativo le loro valutazioni sulla città&#8221;. Vladimir Luxuria lancia l&#8217;allarme per una Capitale sempre meno gay friendly. &#8220;Le notizie arrivate da Roma sulle ultime aggressioni hanno avuto una vasta eco all&#8217;estero, assieme alla mancata approvazione in parlamento della legge antiomofobia e all&#8217;assenza di volontà politica. Così molti gay hanno disdetto le loro prenotazioni. Il calo è valutabile attorno al 30 per cento, e comprende numerosi romani che vivono all&#8217;estero anche per motivi di lavoro ed erano soliti tornare d&#8217;estate&#8221; dice ancora Luxuria. &#8220;So anche &#8211; spiega ancora l&#8217;ex parlamentare &#8211; che guide come Spartacus, la più importante nel mondo gay e lesbo, stanno per inserire rispetto ad alcuni luoghi della città e ad alcuni comportamenti la dicitura ayor, ovvero &#8220;at your own risk&#8221;, letteralmente &#8220;a vostro rischio&#8221;. Per esempio viene sconsigliato l&#8217;allontanarsi a piedi dai locali per omosessuali, e il suggerimento è di prendere il taxi. La verità è che, guardando Roma dall&#8217;esterno, c&#8217;è la percezione di una scarsa sicurezza, ma la violenza contro i gay inibisce tutto il turismo&#8221;.</p>
<p>A confermare il calo è anche il tour operator Quiiky, con le sue 400 agenzie sparse in tuta Italia specializzate in turismo per omosessuali: &#8220;Il calo si aggira attorno al 40 per cento &#8211; dice Alessio Virgili, 26 anni &#8211; ma non deriva soltanto dalle aggressioni e dalle situazioni di omofobia. Roma non è pubblicizzata come meta per il turismo gay. Gli omosessuali arrivano dall&#8217;estero e magari vanno in strutture tradizionali perché quelle per loro, quando ci sono, non vengono pubblicizzate&#8221;.</p>
<p>Ancora Luxuria cita l&#8217;episodio dell&#8217;estate scorsa quando, a Trastevere, una coppia di ragazzi stranieri &#8211; uno statunitense e un italocolombiano &#8211; furono picchiati a sangue. &#8220;Una vicenda &#8211; ricorda l&#8217;ex parlamentare &#8211; che negli Stati Uniti ha trovato molto spazio su televisioni e giornali&#8221;. &#8220;In quell&#8217;occasione &#8211; dice Fabrizio Marrazzo, presidente dell&#8217;Arcigay Roma &#8211; intervenne anche l&#8217;ambasciata americana, ma i colpevoli non sono mai stati trovati. Il calo del turismo gay? Sì, abbiamo anche noi questa percezione, ma già l&#8217;anno prossimo, a giugno, Roma ospiterà un appuntamento importante come l&#8217;Europride e quest&#8217;anno per la prima volta una guida come quella dell&#8217;Azgay ha avuto il patrocinio del Comune. Si può fare di più: a Berlino vi sono infopoint dedicati a gay e lesbiche, e forse quello che manca è un impegno più complessivo dal mondo della politica: il turismo gay è una risorsa per tutta la città&#8221;. Intanto però il movimento omosessuale capitolino si è già spaccato nell&#8217;organizzazione del Gay pride che il prossimo 3 luglio partirà dalla Piramide: il circolo Mario Mieli ha annunciato che non parteciperà. &#8220;Un errore dividersi in questa fase complessa per tutto il mondo omosessuale&#8221; dice Luxuria. &#8220;Sarebbe bene essere uniti&#8221; conferma Marrazzo.</p>
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