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ENRICO LO VERSO, ROMANTICO
TRAVESTITOL'attore: "Ho cercato di recuperare la femminilità
che è in ciascuno di noi"
da Il tempo marzo 1996
Esce "Come
mi vuoi, di Carmine Amoroso (suoi anche soggetto e sceneggiatura). 36 anni, esordio
registico dopo numerose collaborazioni, tanto per citare, con Ugo Pirro Benvenuti.
Suso Cecchi D'Amico, Lina Wertmùller, Monicelli. Prodotto per l'Italia
da Maurizio Tedesco in collaborazione con Mediaset e, per la Francia, da Cedomir
Kolar, con la collaborazione anche di Canal + (costo circa 4 miliardi di lire).
Il film è una commedia grottesca con slumature intimistico-drammatiche,
protagonisti un traivestito di nome Desideria (Enrico Lo Verso) , un poliziotto
(Vincent Cassel) che, quasi alla vigilia di un matrimonio "convenzionale"
con una ragazza di provincia (Monica Bellucci ), resta turbato, attratto e sedotto
dall'incontro con Desideria. Ci Sono anche Francesco Casale e
Urbano Barberini,
nei ruoli di Gioia e Gaia, altri due travestiti. Colonna musicale di Lilli Greco,
produttore discografico di Paolo Conte.
Nell'incontro 000 i giornalisti, il
giovane regista ha parlato anche di un apologo, di una ballata, per una riflessione
sul rapporto fra i sessi, sul desiderio e sull' amore. Carmine Amoroso è
partito "affascinato dal travestitismo, immagine con cui viene evidenziato
il mondo gay, visto in un'ottica ludica e non squallida e angosciante come è
nella visione borghese -o come lo descrivono i film neopopulisti- esprimendo pesanti
giudizi anche morali" per approdare a "un finale liberatorio: l'amore
come unica alternativa alla morale ipocrita". E Vladimir Luxuria -che si
autodefinisce un "travestito doc" e che del film è stato anche
il "consulente" oltre che interprete- rivendica: "Siamo degli eccentrici
e degli ironici, ma anche sognatori romantici. Mai volgari." Dal canto suo,
Enrico Loverso racconta che, agli inizi, doveva fare il personaggio del poliziotto
ma che poi si è sentito "attratto" dalla "sfida" di
interpretre il ruolo di desideria: "Ho studiato il personaggio per almeno
tre mesi, poi ho conosciuto meglio il mondo dei travestiti in cui ho trovato tranquillità
e serenità e mai disagio o vergogna. Sono passato sopra alle polemiche
che accompagnavano l'inizio del film e strada facendo mi sono accorto che Desideria
mi spingeva avanti, sempre più in profondità. Ho evidenziato il
macchiettismo, che mi avrebbe condotto a disprezzare il personaggio, recuperando
quella parte della femminilità che è in ciascuno di noi".
Giovanna
Grassi