cinema |
| Titolo | Anno | Regia | Descrizione |
| Sono
positivo | 1998 | Cristiano Bortone |
rassegna
stampa |
Ridere dell'aids? Si puòGioia
luglio 2000
Un giovane regista italiano, Cristiano Bortone, prova a scherzare
sull'Aids con il film Sono positivo: storia dei componenti di una famiglia che
scoprono di essere stati contagiati dal virus Hiv. Vladimir Luxuria, noto "trans",
direttore artistico del "Muccassassina", il ritrovo "multisessuale"
più noto di Roma, ha un cameo nel film. "E bello poter ridere dell'Aids",
dice. "Si scherza, ma senza intaccare la dignità dei sieropositivi".
Nel film è il marito, considerato il meno sospettabile, a causare il contagio.
Già, l'Hiv è un virus "democratico", non colpisce solo
i cosiddetti soggetti a rischio, ma i comportamenti a rischio. Bisogna sempre
combatterlo. Io, per dare una mano come attore, allestisco spettacoli negli ospedali
di Roma e Napoli che accolgono i sieropositivi. I suoi travestimenti sono sorprendenti.
Come li sceglie? Dipende dall'umore. Oggi, per esempio, andrò al mare e
indosserò un abito etnico, molto colorato, con tartarughe stampate. La
gioia, il dolore: che colori hanno? La gioia è arancione, il dolore beige.
Io amo il rosso, colore dell'amore. E vesto in nero se voglio sembrare più
magro.
Federica Rassetti
Sono positivo:
una commedia per sdrammatizzareViviroma giugno 2000
E' uscito nelle
sale il 2 giugno scorso, e adesso si presenta come la novità cinematografica
dell'anno. "Sono positivo", diretto da Cristiano Bortone, è una
commedia "nera" sull'aids, tratta dallo spettacolo teatrale "Ciò
l'aids" di Giuseppe Pasculli, che per la prima volta sdrammatizza un problema
serio e per troppo tempo considerato "indegno" di riflessioni leggere.
"sono positivo" è un film provocatorio, colorato, pazzo, divertentissimo.
La "positività" e le leggerezza con cui è trattato il
tema ne fanno un film italiano insolito che non riesce a cadere mei nel banale
o nello scontato. Bortone, al suo secondo lungometraggio, presenta infatti la
malattia come non come un motivo di depressione, ma come un'occasione per riscoprire
la felicità e accettare con naturalezza la propria natura. Tutto nasce
al Sud, dove in una famiglia di "sfigati", tutti, uno dopo l'altro,
scoprono di essere sieropositivi. Ma chi ha dato vita al contagio? I sospetti
danno vita a un intreccio di infedeltà e confuse identità sessuali,
tra il marito ipocondriaco proprietario di un negozio di sanitari, la moglie frustrata,
il fratello gay della moglie e l'amico scroccone... Nel cast, nel ruolo del marito
c'è Giovanni Esposito, in tv noto agli appassionati del "Pippo Kennedy
Show" e ultimamente nel cast della fiction di Canale 5 "Giornalisti".
Cristina Liberati, la moglie, è al suo debutto cinematografico: "Sono
positivo è il suo primo film, dopo anni di brillante carriera teatrale.
Suo fratello è Paolo Sassanelli, coprotagonista di "Matrimoni"
di Cristina Comencini e de "La capa gira" e nel cast di "Un medico
in famiglia", fiction di Rai 1. Brillanti le apparizioni di Joe D'Amato,
regista cult di film horror e porno scomparso lo scorso gennaio, idolo degli appassionati
di b-movies, che interpreta il proprietario di un bordello; della drag queen Vladimir
Luxuria e del banchiere Nino Frassica.